LETTURE INCOLTE

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Con il 2017 nasce una nuova rubrica: Letture Incolte.

Prenderemo dei libri che ci sono piaciuti, scritti da donne o da uomini e, tenendoci lontane dagli intellettualismi, vi diremo di che cosa parlano e perché ci hanno colpito.

In più, faremo degli abbinamenti con una canzone o un album che si possono ascoltare in sottofondo, e il periodo in cui sarebbe adeguato farlo (durante il divorzio, il natale, le vacanze, il viaggio di nozze, la crisi post-parto e così via). E questo, solo ed esclusivamente, attraverso uno spassionato giudizio personale il quale, appunto, può essere piuttosto discutibile.

In questa sede non ci interessano recensioni del tipo:

-Invero, al di là di qualche prossimità fonetica ed alcune singolari somiglianze con i Promessi Sposi del sommo Manzoni, mi astengo di giudicare l’autore di “L’aragosta con il vento tra le antenne”  di indegno furto letterario o di post-modernismo fallace” – tratto da “Io sono il Dio Critico e voi non siete un cazzo.”

No, vi prego, lasciamo ad ognuno il proprio lavoro.

A nostra avviso, se proprio bisogna parlare di ciò che si è letto, non è per far vedere che lo abbiamo letto, piuttosto è per dare e accettare consigli di lettura che ci possano aprire a altri autori e, di conseguenza, a territori inesplorati.

P.S. Da che mondo e mondo il fascino degli intellettuali produce i suoi risultati. Sono proprio loro, i letterati di élite, a farsi pippe mentali sull’interpretazione di romanzi criptici che una persona sana di mente non leggerebbe mai  (se non appunto per dire che l’ha letto e quindi è più fico di tutti gli altri). Beh, a nostro avviso ci sono modi migliori di impiegare il proprio tempo. Eccome se ci sono.

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