Le nostre Bio

Alice Scuderi

DSC_0267Sono un’Alice che nuota male e soffre di mal di mare, in compenso non so stare zitta come un pesce, anzi! Parlo e parlo, e per zittirmi l’unico modo è…farmi scrivere!

Dalle nebbiose pianure padane, alle distese di carciofi della Val di Cornia, ho seguito la corrente e un marito mutante, mezzo pesce-mezzo uomo. Viviamo in una casa piena di colori, insieme a Frida Kahlo, James Ellroy, Philip K. Dick, Mario Vargas LLosa, manuali di triathlon e bici da corsa. Sono bandite le pareti vuote, i bigotti e i fan del ferro da stiro. Ma non mancano mai penne e quaderni. Durante il Cenozoico mi sono laureata in biologia, spinta da una stralunata passione per il mare in generale e gli squali in particolare. Eppure l’acqua non è proprio il mio elemento: dopo innumerevoli tentativi -falliti- di prendere un brevetto, ho capito di essere decisamente un animale del sopralitorale (battuta da biologo marino). A parte due pergamene ancora arrotolate nel loro tubo, la laurea mi ha portato l’amore e un trasferimento in un’amena località toscana dove vivo tutt’ora (ma sarà per sempre?).

Precariamente sono una tecnica di laboratorio chimico, ma costantemente scrivo per passione. Da tre anni frequento la rinomata Scuola Carver di scrittura creativa a Livorno e con loro ho pubblicato due racconti nelle antologie “Scarpe Diem” e “Nome Omen”. Dato che mi piace sperimentare, altri miei lavori sono usciti in alcune raccolte pubblicate da Delos Book. Perché sono difettosa? Perché mi piace pensare con la mia testa.

Beatrice Galluzzi

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Una donna difettosa dalla nascita. Ho deluso intere generazioni di massaie rifiutandomi di piegare le lenzuola e di fare il risvoltino al copriletto. Tra l’altro – a causa delle mie tendenze dissidenti – ho deciso di utilizzare i miei due cani al posto del piumone.

Non ho mai sopportato il fatto che essere donna voglia dire avere un profilo fiabesco, ovvero rappresentare una madre non solo per i propri pargoli, ma per tutto il genere umano. Speravo che nell’avere una figlia sarei stata finalmente posseduta dal “demone della maternità” e avrei cominciato a stirare camicie, cucinare manicaretti e, soprattutto, sarei diventata sorda come le altre genitrici, che riescono a leggere un libro tra le grida delle loro creature isteriche. Mio malgrado, ci vedo e ci sento ancora benissimo.

Sulla carta sono laureata in “Comunicazione in Società della Globalizzazione”, titolo di per sé già abbastanza imbarazzante. Non ho pensato nemmeno un secondo a fare il lavoro per cui ho studiato – e quale, il comunicatore? – e ho preferito partire a sedici anni come barista e tequilara, per arrivare a venticinque come manager e – in preda al panico – buttarmi di nuovo sulla Tequila. Quando ho capito che scrivere mi dava lo stesso effetto dell’alcool e al posto di stare chiusa in un ufficio avrei preferito scartavetrare mobili, ho cominciato a scrivere e a scartavetrare mobili – www.360homerestyling.com. Ed è ad oggi quello che faccio, oltre a lavorare in una libreria.

Ho scritto a più mani “il repertorio dei matti di Livorno” (Marcos y Marcos) curato da Paolo Nori. Nel 2016 sono arrivata finalista al premio Giallo Sulla Gialla, Mondadori.

Elena Ciurli

elena-ciurliSulla carta d’identità c’è scritto che mi chiamo Elena Ciurli, e fino a qui ci siamo. Mi piace raccontare gli altri, ma la storia si fa dura quando si tratta di descrivere me. Io ci provo lo stesso.

Sono figlia degli anni ’80, cresciuta a suon di cartoni giapponesi e video musicali; andavo giù per le discese senza freni e mi ritrovavo sempre con i ginocchi sbucciati. Abito a San Vincenzo, il mio paese con vista mare, nel cuore della Toscana, punto di partenza e di ritorno un po’ per tutto. Leggo tonnellate di libri, ne sono una consumatrice cronica. Provo anche a scriverne di libri, ma più spesso finisco a collezionare racconti. Qualcuno me lo hanno pubblicato, nel 2013 è uscita la mia prima raccolta: “Gente di un certo (dis)livello: manuale di sopravvivenza nella giungla metropolitana”, una selezione di racconti ironici per chi come me non ha nessuna voglia di prendersi troppo sul serio. Nel 2016 è uscito il mio primo romanzo “Andata e ritorno” per Edizioni Il Foglio Letterario. Oltre a dilettarmi nella scrittura, sono una libraia. Amo il mio lavoro, l’odore della carta dei libri freschi di stampa è meglio del caffè appena svegli.

Amo anche l’odore di benzina, e per questo e tante altre piccole cose mi sento una donna difettosa.