Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

Arte a fior di pelle: Clara Gargano

di Elena Ciurli

Iniziamo l’anno con un’intervista difettosa all’insegna delle forme e dei colori di Clara Gargano: illustratrice, graphic designer e tatuatrice che crea mondi fantastici, a tratti surreali, che ti viene proprio voglia di scoprire.

Entriamo nelle opere di Clorox, il suo nome d’arte.

Siete pronti per questo viaggio dal sapore magico?

 

Continua a leggere “Arte a fior di pelle: Clara Gargano”

Pubblicato in: Eppur son femmine

“Mangia, consuma, ama” – le guide perverse di Sophie Fiennes & John Carpenter

di Beatrice Galluzzi

“Siamo obbligati a godere. Il godimento diventa una specie di strano dovere perverso.”

Della regista inglese Sophie Fiennes non si sa molto – a parte che è figlia e sorella dʼarte – e in Italia si conoscono poco anche i suoi documentari su Lars Von Trier, Anselm Kiefer e Grace Jones. Ma entrambe le sue guide perverse hanno avuto in discreto successo e ora i possono vedere su Prime Video (Guida perversa al cinema, 2006, e Guida perversa allʼideologia, 2012).

C’è un Leitmotiv che la documentarista riprende nei ritratti dei suoi personaggi – da quelli più famosi ai più schivi – ed è il risvolto occulto del consumismo, risvolto sul quale lei mette il fuoco in modo obliquo e che arriva in tutta la sua sconfinata rovina – possibile, ci chiediamo, ignorare certi meccanismi così apertamente? La Fiennes non riprende cosa cʼè di sfarzoso nella società consumista, bensì si concentra sugli scarti – come ha fatto in Over your cities grass will grow, 2010, dove stringe zoom lentissimi sui dettagli del complesso industriale abbandonato che diventerà la dimora dellʼartista tedesco Kiefer. Enfatizza le minuzie del disfacimento, ed è così che ne fa emergere i resti.

Continua a leggere ““Mangia, consuma, ama” – le guide perverse di Sophie Fiennes & John Carpenter”
Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

La voce del rock: Alteria

di Elena Ciurli

Concludiamo in bellezza e in musica questo terribile 2020 grazie all’energia esplosiva di Alteria: cantante, speaker radiofonica e artista dal talento passionale; è una delle voci più potenti del panorama rock italiano contemporaneo.

Siamo liete di darle il benvenuto nel salotto (o meglio nel locale buio e fumoso) delle Donne Difettose. Sì, perché me le immagino in un luogo così le nostre interviste: io che parlo liberamente con la mia ospite, mentre sorseggiamo un bicchiere di vino o un ottimo cocktail con un sottofondo degno di nota.

Continua a leggere “La voce del rock: Alteria”

Pubblicato in: L'angolo della matrigna

A proposito di orari e coprifuoco (che non riguardano le nottole ferite)

di Veronica Galletta

Lo ammetto, anzi lo premetto, anzi lo rivendico. In questo spazio sono decisa a parlare di donne, solo di donne, che siano poetesse scrittrici o registe o attrici o danzatrici. Perché? Perché come diceva Emanuela Cocco quando quest’estate ha organizzato la staffetta difettosa, mi va così.

Continua a leggere “A proposito di orari e coprifuoco (che non riguardano le nottole ferite)”
Pubblicato in: Ricette del cornuto

Le ricette del cornuto – il libro di Donne Difettose con 44 ricette veloci/racconti di undici scrittrici

Le ricette del cornuto

44 ricette per salvare l’apparenza senza fatica.

11 scrittrici, 11 menu a tema, 44 ricette veloci/racconti che ti faranno salvare l’apparenza senza fatica.

Dall’antipasto al dolce, non sbaglierai un colpo: cucinerai il tuo menu preferito in pochi minuti e avrai così tutto il tempo per fare quello che ti pare. 

Il messaggio delle ricette del cornuto è universale, essendo il cornuto un’entità astratta che non ha sesso e non ha tempo, è ovunque e in qualsiasi momento. Non deve essere per forza vostro marito, o la nostra compagna, possiamo farci cornuti da soli, cucinando un piatto velocissimo e presentabile, per poi apparecchiarci e gustarlo in solitaria.

Ogni ricetta è un piccolo racconto e una visione personale dell’arte culinaria dell’arrangiarsi, ma con stile.

L’Idea delle “Ricette del cornuto” nasce in un agriturismo in Toscana. Un’ottuagenaria con il grembiule, mentre parla con una delle Donne Difettose, sta preparando la cena: “Cucino la minestra del cornuto”

Fraintesa l’espressione la signora chiarisce il concetto: “Si chiama minestra del cornuto perché si prepara all’ultimo momento, ma in tavola fa la sua figura”.

Per acquistarlo, clicca qui.LE SPESE DI SPEDIZIONI SONO GRATUITE FINO AL 31 DICEMBRE!

Oppure puoi trovarlo in tutti gli store online

Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Il senso di una foto (e forse anche di una scrittura)

di Veronica Galletta

Ho sempre fatto foto. Foto brutte, foto imprecise. Nel mio lavoro da ingegnere ho sempre scattato moltissime foto. Mi servivano per documentare, per verificare luoghi, anche a distanza di anni, per ricordare cose che non ricordavo, fare raffronti, riflettere meglio. Così ho cominciato a fare foto anche per scrivere. Facevo foto delle cose che mi servivano, dei posti che vedevo, di particolari che potevano entrare in una storia che avevo in testa o in un’altra che mi sarebbe piaciuto avere in testa, ma ancora non c’era. Faccio foto, perché lo faccio ancora, prendo appunti con un registratore vocale, mi mando qualche mail (no, non è vero: tante mail. troppe mail), la normale amministrazione di chi è in giro e trova, o crede di trovare, qualcosa che gli interessa.

Continua a leggere “Il senso di una foto (e forse anche di una scrittura)”
Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Si deve scrivere di quello che ci fa paura (e leggere sempre, anche con la clava)

di Veronica Galletta

(Susanna Majuri, Saviour, 2008)

A volte leggo poesia. Non capisco molto di poesia, non capisco molto di molte cose, alcune le approfondisco, altre no. La poesia è una di quelle, e quindi leggo, come dico a volte, con la clava. Leggo senza conoscere di più, passo magari un po’ di tempo in libreria a frugare fra la poesia, e poi mi porto a casa quello che mi colpisce. Ci tengo molto a questo approccio, ci tengo a conservarlo, sento che in qualche modo mi aiuta, mi preserva, mi mantiene più aperta di fronte allo stupore, senza il quale, forse, non riuscirei più a scrivere.

Continua a leggere “Si deve scrivere di quello che ci fa paura (e leggere sempre, anche con la clava)”
Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Eleanor Oliphant sta benissimo (ovvero di maglioni rossi che non sparano)

di Veronica Galletta

Qualche giorno fa ho letto «Eleanor Oliphant sta benissimo», preso dal libraio Matteo in uno di quei giorni in cui scendo in libreria e non so bene cosa leggere. La premessa è doverosa, ma anche no. La premessa sa di snobismo, e non mi piace. Leggo sempre, o quanto meno ci provo, quei libri che diventano un caso, i successi editoriali. Mi interessa molto, da persona che scrive, capire il perché e il per come alcuni libri riescano a sfondare dove tanti altri provano.

Continua a leggere “Eleanor Oliphant sta benissimo (ovvero di maglioni rossi che non sparano)”
Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Manuale per donne delle pulizie (o della complessità)

di Veronica Galletta

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un breve video promo, del quale non riporto qui i riferimenti, anche se risponde a uno dei principi cardine di bellezza (di una cosa brutta, si pretende quantomeno che sia breve). In questo breve video c’è un’intera famiglia di donne delle pulizie, credo diverse generazioni, credo con un’impresa di pulizie, che fanno un Reality nel quale si sfidano a chi pulisce di più e meglio.

E allora, probabilmente per difendermi (io mi difendo sempre con le parole di altri) mi è venuto in mente «Manuale per donne delle pulizie», racconto di Lucia Berlin.

E mi è venuto in mente che nella vita non è tanto quello che si fa, ma come lo si usa, e lo si trasforma. Perché Lucia Berlin dalla sua esperienza di domestica, e dalla sua vita davvero difficile e sempre al limite ha tirato fuori questo racconto, che è un esempio di equilibrio, ironia, malinconia, denuncia. Ha un uso delle parentesi splendido, e usa tutto (anche i nomi dei cani) per dirci qualcosa di terribile riguardo alle differenze. Allora sono andata a cercarmelo, quel racconto, e ne ho ricopiato un pezzetto qua, che fa così.

«Ai piedi delle colline, le signore aspettano nelle loro Toyota che le cameriere scendano dall’autobus. Trovo sempre un passaggio fino alla sommità di Snake Road con Mamie e la sua signora che dice: «Santo cielo, ma come siamo carine con questa parrucca satinata, Mamie, e invece guarda me, in tenuta da imbianchina».

Io e Mamie fumiamo.

La voce delle signore si alza sempre di due ottave quando parlano con le donne delle pulizie o con i gatti.

(Donne delle pulizie: a proposito di gatti… mai farci amicizia, non lasciateli giocare con le scope e gli stracci. Le signore si ingelosiscono. Mai, comunque, buttar giù i gatti dalle sedie. Fate sempre amicizia con i cani, invece: appena arrivate, passate cinque o anche dieci minuti a fare i grattini a Cherokee o Smiley. Ricordate di abbassare il coperchio del water. Sbavano e spelano dappertutto.)»

Allora, io dico. Leggete Lucia Berlin, e pulite di meno. Tanto le pulizie sono quella cosa che più le fai più ti tocca farle, e il risultato svanisce in un attimo. La felicità che lascia un racconto del genere invece no, dura un po’ di più.

[racconto contenuto nella raccolta La donna che scriveva racconti, Bollati e Boringhieri, traduzione di Federica Aceto]

Pubblicato in: Eppur son femmine

L’uomo propone, la donna (in)dispone – Che cosa abbiamo ancora da dirci sulla violenza di genere?

di Beatrice Galluzzi

Molte di noi sono state vittime o testimoni di un atto di violenza. E oggi, nella giornata che intende ricordarlo al mondo, cosa possiamo dirci che già non sappiamo?

Lo abbiamo chiesto, in modo diretto, alla nostra sociologa e mediatrice familiare dott.ssa Benedetta Bernardini.

Sui media si parla sempre più spesso di femminicidio e violenza contro le donne, ma quali sono gli aspetti che vengono omessi quando si affronta un tema così tristemente noto?

A rimanere sullo sfondo è la responsabilità delle persone vicine alla vittima. Se una donna subisce violenza, se viene uccisa, chi la conosce – a causa di un immaginario collettivo radicato ‒ tende ancora a pensare “poverina ha scelto l’uomo sbagliato”, colpevolizzandola nuovamente, ed escludendosi da una qualsiasi responsabilità. 

Continua a leggere “L’uomo propone, la donna (in)dispone – Che cosa abbiamo ancora da dirci sulla violenza di genere?”