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IL MARITO PASSAPORTO

di Beatrice Galluzzi

PicsArt_02-03-04.27.29Se credete che la vita di 007 – così come ce lʼhanno mostrata nei film, così come ci piace immaginare – sia qualcosa di rocambolesco, allora non sapete cosa ha avuto il coraggio di affrontare questa donna, nei lontani anni ʼ30.

Tutto ha avuto origine fin dalla mia infanzia, quando nutrivo disagio e una profonda e segreta indignazione al momento di obbedire a ordini che non condividevo.”

Una spia, questo si è spesso insinuato fosse Jeanne Clérisse – poi Marga DʼAndurain – una splendida e indomita basco-francese, ma la verità sul suo ruolo nellʼintelligence rimane avvolta nellʼambiguità, così come non hanno mai trovato appiglio le accuse che le sono state rivolte, comprese quelle di omicidio (ben tre). Continua a leggere “IL MARITO PASSAPORTO”

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PRIMO PIANO INTERNO FEMMINILE: UN MOTIVO IN PIÙ PER GUARDARE “BIRD BOX”

di Beatrice Galluzzi

Bird Box, appena uscito per Netflix, è un survival horror che mostra, per alcuni versi, molte similitudini con altre pellicole sul genere. Il film è basato sul libro omonimo di Josh Malerman – titolo in Italia tradotto con La morte avrà i tuoi occhi. Tutto ruota attorno a delle ipotetiche presenze, che una volta messe a fuoco inducono le persone al suicidio. Il problema si diffonde in modo epidemico e il genere umano, di conseguenza, è al capolinea. Tanto per cambiare, verrebbe da dire.

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La regista donna che fa film da uomini

di Beatrice Galluzzi

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Point Break e Strange Days, due pellicole che sono diventate cult: il primo parla di un agente dell’FBI (uno splendido Keanu Reeves) sotto copertura in un gruppo di surfisti che rapinano banche; il secondo è il racconto di un futuro distopico in cui mondo virtuale e reale si mescolano in modo morboso, in una  metafora anticipatrice dei nostri tempi.

Tutto frutto di una regia femminile.

Kathryn Bigelow, genio creativo per la regia e la sceneggiatura, oggi ha sessantacinque anni, ma ha iniziato la sua carriera quando ne aveva ventisette. Dopo aver frequentato studi artistici, ha seguito le avanguardie come pittrice. Poi un giorno si è imbattuta in Andy Warhol, che l’ha convinta del fatto che un film fosse “il modo più populista di fare arte – al contrario dell’arte elitaria che esclude un vasto pubblico.Continua a leggere “La regista donna che fa film da uomini”