Pubblicato in: Eppur son femmine

Lei vuole vendetta – Elisa Lam, la Contessa & il Cecil Hotel

di Beatrice Galluzzi

Quando il trailer sul Cecil Hotel è apparso sulla mia homepage di Netflix, ho capito che la piattaforma si è allineata sulle mie preferenze, fatte di storie vere che si cancerizzano attorno a drammi irreparabili; esistenze amputate senza alcun mandante che non sia la sorte, quindi più vicine possibile alla realtà.

Eppure, in una serie come “Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”, si parla di vicende difficili da concepire come realmente accadute – se non, per lʼappunto, seguendo la rigorosa documentazione mediatica e scientifica di cui si fa carico un documentario true crime.

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Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

MaMa Lab: corone di stoffa

di Elena Ciurli

Questo mese sono nostre ospiti due ragazze unite da una grande passione: la moda; amiche da una vita, Martina Morelli e Martina Bernardeschi hanno mixato il loro talento e creatività per dare forma al progetto MaMa Lab, corone di stoffa. Perché siamo tutte delle regine!

Scoprite con noi il loro universo colorato, fatto di stoffe, accessori e molto altro.

Sosteniamo l’artigianato, è un patrimonio di inestimabile valore.

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Pubblicato in: le scappate di casa

Le scappate di casa – Léonie d’Aunet e i confini del mondo

di Ilaria Petrarca

“Vi piacerebbe fare il giro del mondo?”

“È il mio sogno”

“E osare di più?”

Léonie d’Aunet è stata la prima donna a oltrepassare il Circolo Polare Artico nel 1838. Considerando che nell’ultimo anno io ho superato al massimo i confini amministrativi del mio Comune di residenza, non ho resistito alla tentazione e ho letto il suo “Viaggio di una donna allo Spitzberg”, ossia qui:

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Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

Arte a fior di pelle: Clara Gargano

di Elena Ciurli

Iniziamo l’anno con un’intervista difettosa all’insegna delle forme e dei colori di Clara Gargano: illustratrice, graphic designer e tatuatrice che crea mondi fantastici, a tratti surreali, che ti viene proprio voglia di scoprire.

Entriamo nelle opere di Clorox, il suo nome d’arte.

Siete pronti per questo viaggio dal sapore magico?

 

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Pubblicato in: Eppur son femmine

“Mangia, consuma, ama” – le guide perverse di Sophie Fiennes & John Carpenter

di Beatrice Galluzzi

“Siamo obbligati a godere. Il godimento diventa una specie di strano dovere perverso.”

Della regista inglese Sophie Fiennes non si sa molto – a parte che è figlia e sorella dʼarte – e in Italia si conoscono poco anche i suoi documentari su Lars Von Trier, Anselm Kiefer e Grace Jones. Ma entrambe le sue guide perverse hanno avuto in discreto successo e ora i possono vedere su Prime Video (Guida perversa al cinema, 2006, e Guida perversa allʼideologia, 2012).

C’è un Leitmotiv che la documentarista riprende nei ritratti dei suoi personaggi – da quelli più famosi ai più schivi – ed è il risvolto occulto del consumismo, risvolto sul quale lei mette il fuoco in modo obliquo e che arriva in tutta la sua sconfinata rovina – possibile, ci chiediamo, ignorare certi meccanismi così apertamente? La Fiennes non riprende cosa cʼè di sfarzoso nella società consumista, bensì si concentra sugli scarti – come ha fatto in Over your cities grass will grow, 2010, dove stringe zoom lentissimi sui dettagli del complesso industriale abbandonato che diventerà la dimora dellʼartista tedesco Kiefer. Enfatizza le minuzie del disfacimento, ed è così che ne fa emergere i resti.

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Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

La voce del rock: Alteria

di Elena Ciurli

Concludiamo in bellezza e in musica questo terribile 2020 grazie all’energia esplosiva di Alteria: cantante, speaker radiofonica e artista dal talento passionale; è una delle voci più potenti del panorama rock italiano contemporaneo.

Siamo liete di darle il benvenuto nel salotto (o meglio nel locale buio e fumoso) delle Donne Difettose. Sì, perché me le immagino in un luogo così le nostre interviste: io che parlo liberamente con la mia ospite, mentre sorseggiamo un bicchiere di vino o un ottimo cocktail con un sottofondo degno di nota.

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Pubblicato in: L'angolo della matrigna

A proposito di orari e coprifuoco (che non riguardano le nottole ferite)

di Veronica Galletta

Lo ammetto, anzi lo premetto, anzi lo rivendico. In questo spazio sono decisa a parlare di donne, solo di donne, che siano poetesse scrittrici o registe o attrici o danzatrici. Perché? Perché come diceva Emanuela Cocco quando quest’estate ha organizzato la staffetta difettosa, mi va così.

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Pubblicato in: Ricette del cornuto

Le ricette del cornuto – il libro di Donne Difettose con 44 ricette veloci/racconti di undici scrittrici

Le ricette del cornuto

44 ricette per salvare l’apparenza senza fatica.

11 scrittrici, 11 menu a tema, 44 ricette veloci/racconti che ti faranno salvare l’apparenza senza fatica.

Dall’antipasto al dolce, non sbaglierai un colpo: cucinerai il tuo menu preferito in pochi minuti e avrai così tutto il tempo per fare quello che ti pare. 

Il messaggio delle ricette del cornuto è universale, essendo il cornuto un’entità astratta che non ha sesso e non ha tempo, è ovunque e in qualsiasi momento. Non deve essere per forza vostro marito, o la nostra compagna, possiamo farci cornuti da soli, cucinando un piatto velocissimo e presentabile, per poi apparecchiarci e gustarlo in solitaria.

Ogni ricetta è un piccolo racconto e una visione personale dell’arte culinaria dell’arrangiarsi, ma con stile.

L’Idea delle “Ricette del cornuto” nasce in un agriturismo in Toscana. Un’ottuagenaria con il grembiule, mentre parla con una delle Donne Difettose, sta preparando la cena: “Cucino la minestra del cornuto”

Fraintesa l’espressione la signora chiarisce il concetto: “Si chiama minestra del cornuto perché si prepara all’ultimo momento, ma in tavola fa la sua figura”.

Per acquistarlo, clicca qui.LE SPESE DI SPEDIZIONI SONO GRATUITE FINO AL 31 DICEMBRE!

Oppure puoi trovarlo in tutti gli store online

Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Il senso di una foto (e forse anche di una scrittura)

di Veronica Galletta

Ho sempre fatto foto. Foto brutte, foto imprecise. Nel mio lavoro da ingegnere ho sempre scattato moltissime foto. Mi servivano per documentare, per verificare luoghi, anche a distanza di anni, per ricordare cose che non ricordavo, fare raffronti, riflettere meglio. Così ho cominciato a fare foto anche per scrivere. Facevo foto delle cose che mi servivano, dei posti che vedevo, di particolari che potevano entrare in una storia che avevo in testa o in un’altra che mi sarebbe piaciuto avere in testa, ma ancora non c’era. Faccio foto, perché lo faccio ancora, prendo appunti con un registratore vocale, mi mando qualche mail (no, non è vero: tante mail. troppe mail), la normale amministrazione di chi è in giro e trova, o crede di trovare, qualcosa che gli interessa.

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Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Si deve scrivere di quello che ci fa paura (e leggere sempre, anche con la clava)

di Veronica Galletta

(Susanna Majuri, Saviour, 2008)

A volte leggo poesia. Non capisco molto di poesia, non capisco molto di molte cose, alcune le approfondisco, altre no. La poesia è una di quelle, e quindi leggo, come dico a volte, con la clava. Leggo senza conoscere di più, passo magari un po’ di tempo in libreria a frugare fra la poesia, e poi mi porto a casa quello che mi colpisce. Ci tengo molto a questo approccio, ci tengo a conservarlo, sento che in qualche modo mi aiuta, mi preserva, mi mantiene più aperta di fronte allo stupore, senza il quale, forse, non riuscirei più a scrivere.

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