Pubblicato in: Interviste difettose

Il potere delle parole: Giada Trebeschi

di Elena Ciurli

Definire la nostra ospite in una qualche categoria è molto difficile: scrittrice, attrice, storica, traduttrice, donna d’arte.

Nella Storia si sente molto a suo agio e crea personaggi che vivono nel passato di varie epoche.

Giada Trebeschi, bolognese, classe 1973, è sempre pronta ad accettare nuove sfide, con arguzia, ironia e determinazione.

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Donna nera, donna bianca – Them, il Doppelgänger e il riscatto nel cinema di Jordan Peele

di Beatrice Galluzzi

Molti di noi sono da poco usciti dalla visione di Them, serie horror creata da Little Marvin sullʼAmerica razzista degli anni ʼ50: una famiglia afroamericana, gli Emory, si trasferisce in un quartiere patinato abitato da bianchi borghesi ed è destinata a scontare in perpetuo lo sconfinamento in un territorio che non li vuole e non li rappresenta. Fin dalla prima puntata, l’elemento portante dellʼhorror passa in secondo piano rispetto alla possibilità che certe barbarie siano state – e continuino a essere – realmente perpetrate. A fare orrore, infatti, non sono tanto le presenze malefiche, gli spettri accaniti solo sugli abitanti di colore, ma lʼombra più viscida e obliante della discriminazione che vediamo riflessa nelle iridi dei protagonisti, in special modo nel personaggio di Livia “Lucky” Emory – Deborah Ayorinde – la cui frustrazione monta assieme a quella dello spettatore. Lucky è una madre risorta da un lutto interiore inaffrontabile, in cerca di una pace che non le è concessa; torturata dalle continue provocazioni della dirimpettaia, sminuita e oltraggiata, non ha alcuna intenzione di soprassedere, e guida la rivolta dellʼintera famiglia. Lʼescalation di rancore finisce per essere rassicurante: si avverte nelle movenze dei perseguitati che prima o poi esploderanno, chiudendo il cerchio disegnato a terra con il sangue dei persecutori – ci ricorda qualcosa? Tarantino notre amour.

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Il fumetto ci apre al confronto con l’altro: Francesca Ceci

di Elena Ciurli

Questo appuntamento delle Interviste Difettose vede come protagonista una donna che sa mettere in scena le parole: testi scritti con passione, talento e ironia.

Siamo felici di presentarvi Francesca Ceci, autrice di graphic novel e molto altro ancora.

Crediamo anche noi, come Francesca, che il fumetto abbia la capacità di raccontare, in maniera leggera, ma molto efficace, temi scottanti e scomodi. Può aprirci al confronto con l’altro; perché ricordiamolo sempre, anche se ci fa paura, l’altro siamo noi, non importa l’origine etnica o l’orientamento sessuale.

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Il ritratto dello scandalo: Isabella Borrelli

di Deborah D’addetta

Vincitrice della categoria “Ritratti” per il concorso di Igers Italia 2020, Isabella Borrelli vive a Roma da sei anni ed è diventata punto di riferimento della comunità kinky[1] della capitale. Nasce come fotografa: alcuni suoi lavori sono stati selezionati dalla Biennale di Venezia ed esposti al MACRO di Roma, ma ha una speciale predilezione per i ritratti. La foto vincitrice del concorso Igers ne è la testimonianza. Una foto che ha fatto parlare di sé, che ha diviso il pubblico, tra scettici e denigratori e sostenitori appassionati.

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Riprendiamoci il linguaggio: Smettetela di farci la festa

di Beatrice Galluzzi

Inutile ribadire quanto quello che ci siamo lasciate alle spalle sia un anno particolarmente disgraziato, soprattutto per noi donne, e quanto sia frustrante che nemmeno le battaglie superate vengano riconosciute come lecitamente vinte. Non è questo il momento di abbassare la guardia, semmai è quello di stringerci in una sorellanza inclusiva, senza abbatterci, ma parlando il più possibile, creando una rete di ascolto, di aiuto e di divulgazione.

E in questo riesce egregiamente Stefania Spanò, in arte Anarkikka, autrice, vignettista, illustratrice, femminista, che è appena uscita in libreria con Smettetela di farci la festa (People, 2021), un libro che racchiude magnifiche illustrazioni e giochi di parole del quale Anarkikka è maestra – come dimostra il titolo –  e affronta il tema delle discriminazioni di genere mettendo il focus sul linguaggio. Perché è proprio il linguaggio a essere veicolo della narrazione deviante perpetrata dai mezzi di comunicazione; complice di una sopraffazione ormai interiorizzata dalla quale – persino molte donne – fanno fatica a svincolarsi.

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Lei vuole vendetta – Elisa Lam, la Contessa & il Cecil Hotel

di Beatrice Galluzzi

Quando il trailer sul Cecil Hotel è apparso sulla mia homepage di Netflix, ho capito che la piattaforma si è allineata sulle mie preferenze, fatte di storie vere che si cancerizzano attorno a drammi irreparabili; esistenze amputate senza alcun mandante che non sia la sorte, quindi più vicine possibile alla realtà.

Eppure, in una serie come “Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”, si parla di vicende difficili da concepire come realmente accadute – se non, per lʼappunto, seguendo la rigorosa documentazione mediatica e scientifica di cui si fa carico un documentario true crime.

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MaMa Lab: corone di stoffa

di Elena Ciurli

Questo mese sono nostre ospiti due ragazze unite da una grande passione: la moda; amiche da una vita, Martina Morelli e Martina Bernardeschi hanno mixato il loro talento e creatività per dare forma al progetto MaMa Lab, corone di stoffa. Perché siamo tutte delle regine!

Scoprite con noi il loro universo colorato, fatto di stoffe, accessori e molto altro.

Sosteniamo l’artigianato, è un patrimonio di inestimabile valore.

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Le scappate di casa – Léonie d’Aunet e i confini del mondo

di Ilaria Petrarca

“Vi piacerebbe fare il giro del mondo?”

“È il mio sogno”

“E osare di più?”

Léonie d’Aunet è stata la prima donna a oltrepassare il Circolo Polare Artico nel 1838. Considerando che nell’ultimo anno io ho superato al massimo i confini amministrativi del mio Comune di residenza, non ho resistito alla tentazione e ho letto il suo “Viaggio di una donna allo Spitzberg”, ossia qui:

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Arte a fior di pelle: Clara Gargano

di Elena Ciurli

Iniziamo l’anno con un’intervista difettosa all’insegna delle forme e dei colori di Clara Gargano: illustratrice, graphic designer e tatuatrice che crea mondi fantastici, a tratti surreali, che ti viene proprio voglia di scoprire.

Entriamo nelle opere di Clorox, il suo nome d’arte.

Siete pronti per questo viaggio dal sapore magico?

 

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“Mangia, consuma, ama” – le guide perverse di Sophie Fiennes & John Carpenter

di Beatrice Galluzzi

“Siamo obbligati a godere. Il godimento diventa una specie di strano dovere perverso.”

Della regista inglese Sophie Fiennes non si sa molto – a parte che è figlia e sorella dʼarte – e in Italia si conoscono poco anche i suoi documentari su Lars Von Trier, Anselm Kiefer e Grace Jones. Ma entrambe le sue guide perverse hanno avuto in discreto successo e ora i possono vedere su Prime Video (Guida perversa al cinema, 2006, e Guida perversa allʼideologia, 2012).

C’è un Leitmotiv che la documentarista riprende nei ritratti dei suoi personaggi – da quelli più famosi ai più schivi – ed è il risvolto occulto del consumismo, risvolto sul quale lei mette il fuoco in modo obliquo e che arriva in tutta la sua sconfinata rovina – possibile, ci chiediamo, ignorare certi meccanismi così apertamente? La Fiennes non riprende cosa cʼè di sfarzoso nella società consumista, bensì si concentra sugli scarti – come ha fatto in Over your cities grass will grow, 2010, dove stringe zoom lentissimi sui dettagli del complesso industriale abbandonato che diventerà la dimora dellʼartista tedesco Kiefer. Enfatizza le minuzie del disfacimento, ed è così che ne fa emergere i resti.

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