Pubblicato in: Interviste difettose

La danza come celebrazione delle proprie radici: Woody Helen

di Elena Ciurli

L’arte e il talento di una donna possono palesarsi in modi molto diversi e uno dei mezzi più impattanti, controversi e fonte delle critiche più feroci è il corpo, e con esso il suo danzare.

Questo mese abbiamo come nostra ospite una ballerina professionista dall’energia esplosiva e contagiosa. Si tratta di una delle esponenti principali del panorama dance hall in Italia; ha collaborato con musicisti del calibro di Mannarino, Marrakesh, Tosca e Mr Vegas, per nominarne alcuni.

Abbiamo il piacere di presentarvi la nostra queen: Woody Helen.

Continua a leggere “La danza come celebrazione delle proprie radici: Woody Helen”

Pubblicato in: le scappate di casa

LINDA MAY E LA FINE DELLA STRADA

di Ilaria Petrarca

Linda May è una nonna con i capelli bianchi che vive in Oregon. Ha fatto per anni lavori che non le hanno permesso di risparmiare né di garantirsi una pensione e non ha più diritto al sussidio di disoccupazione. Continua a fare lavori occasionali e abita con la famiglia della figlia, la quale è in ristrettezze si trasferisce in un appartamento dove Linda si sente di troppo.

Un giorno, a 64 anni, è avvicinata da Jessica Bruder, la quale scrive un reportage su di lei. Il reportage diventa un libro, Nomadland  (Edizioni Clichy, 2020) , che a sua volta diventa un film omonimo, diretto da Chloé Zhao. Il film vince l’Oscar e Linda May diventa famosa e ricca abbastanza da poter scegliere. “Volevo un posto per la fine della strada, uno dove poter ospitare la famiglia.”

Continua a leggere “LINDA MAY E LA FINE DELLA STRADA”
Pubblicato in: Eventi, festival letterario

Torna il Marea Noir Festival, drive-in edition

Donne Difettose torna on the road con il Marea Noir Festival! Quella del 2021 sarà un’edizione drive-in in tutta sicurezza ma calata in quell’atmosfera vintage e spensierata di cui tanto sentiamo il bisogno.

La rassegna cinematografica sarà gratuita, si svolgerà il 28 e il 29 maggio 2021 a San Vincenzo, e verrà come sempre dedicata alle donne nel mondo del noir e del thriller.

Dato che il nostro obiettivo primario è quello della divulgazione e della promozione del talento delle #femminenoir, abbiamo scelto di proiettare pellicole molto valide ma non troppo conosciute.

I film saranno “Mistero al castello Blackwood” tratto dal romanzo “Abbiamo sempre vissuto nel castello” della nostra amata Shirley Jackson, e “Dark Places – Nei luoghi oscuri“, basato sul romanzo omonimo di Gillian Flynn, autrice di Gone girl e Sharp Objects – entrambe le pellicole sono VIETATE AI MINORI DI SEDICI ANNI.

A fare un cappello introduttivo prima della proiezione ci sarà Beatrice Galluzzi, che vi parlerà delle scrittrici, degli adattamenti cinematografici, e vi svelerà alcuni retroscena delle due pellicole.

Per non farvi mancare nulla, abbiamo pensato anche al drink and food delivery direttamente nella vostra auto.

Per sapere di più su orari e avere altre info cliccate qui.

Pubblicato in: Interviste difettose

Il potere delle parole: Giada Trebeschi

di Elena Ciurli

Definire la nostra ospite in una qualche categoria è molto difficile: scrittrice, attrice, storica, traduttrice, donna d’arte.

Nella Storia si sente molto a suo agio e crea personaggi che vivono nel passato di varie epoche.

Giada Trebeschi, bolognese, classe 1973, è sempre pronta ad accettare nuove sfide, con arguzia, ironia e determinazione.

Continua a leggere “Il potere delle parole: Giada Trebeschi”

Pubblicato in: Eppur son femmine, mr hyde frammenti

Donna nera, donna bianca – Them, il Doppelgänger e il riscatto nel cinema di Jordan Peele

di Beatrice Galluzzi

Molti di noi sono da poco usciti dalla visione di Them, serie horror creata da Little Marvin sullʼAmerica razzista degli anni ʼ50: una famiglia afroamericana, gli Emory, si trasferisce in un quartiere patinato abitato da bianchi borghesi ed è destinata a scontare in perpetuo lo sconfinamento in un territorio che non li vuole e non li rappresenta. Fin dalla prima puntata, l’elemento portante dellʼhorror passa in secondo piano rispetto alla possibilità che certe barbarie siano state – e continuino a essere – realmente perpetrate. A fare orrore, infatti, non sono tanto le presenze malefiche, gli spettri accaniti solo sugli abitanti di colore, ma lʼombra più viscida e obliante della discriminazione che vediamo riflessa nelle iridi dei protagonisti, in special modo nel personaggio di Livia “Lucky” Emory – Deborah Ayorinde – la cui frustrazione monta assieme a quella dello spettatore. Lucky è una madre risorta da un lutto interiore inaffrontabile, in cerca di una pace che non le è concessa; torturata dalle continue provocazioni della dirimpettaia, sminuita e oltraggiata, non ha alcuna intenzione di soprassedere, e guida la rivolta dellʼintera famiglia. Lʼescalation di rancore finisce per essere rassicurante: si avverte nelle movenze dei perseguitati che prima o poi esploderanno, chiudendo il cerchio disegnato a terra con il sangue dei persecutori – ci ricorda qualcosa? Tarantino notre amour.

Continua a leggere “Donna nera, donna bianca – Them, il Doppelgänger e il riscatto nel cinema di Jordan Peele”
Pubblicato in: Interviste difettose

Il fumetto ci apre al confronto con l’altro: Francesca Ceci

di Elena Ciurli

Questo appuntamento delle Interviste Difettose vede come protagonista una donna che sa mettere in scena le parole: testi scritti con passione, talento e ironia.

Siamo felici di presentarvi Francesca Ceci, autrice di graphic novel e molto altro ancora.

Crediamo anche noi, come Francesca, che il fumetto abbia la capacità di raccontare, in maniera leggera, ma molto efficace, temi scottanti e scomodi. Può aprirci al confronto con l’altro; perché ricordiamolo sempre, anche se ci fa paura, l’altro siamo noi, non importa l’origine etnica o l’orientamento sessuale.

Continua a leggere “Il fumetto ci apre al confronto con l’altro: Francesca Ceci”

Pubblicato in: Eppur son femmine

Il ritratto dello scandalo: Isabella Borrelli

di Deborah D’addetta

Vincitrice della categoria “Ritratti” per il concorso di Igers Italia 2020, Isabella Borrelli vive a Roma da sei anni ed è diventata punto di riferimento della comunità kinky[1] della capitale. Nasce come fotografa: alcuni suoi lavori sono stati selezionati dalla Biennale di Venezia ed esposti al MACRO di Roma, ma ha una speciale predilezione per i ritratti. La foto vincitrice del concorso Igers ne è la testimonianza. Una foto che ha fatto parlare di sé, che ha diviso il pubblico, tra scettici e denigratori e sostenitori appassionati.

Continua a leggere “Il ritratto dello scandalo: Isabella Borrelli”

Pubblicato in: Letture Incolte

Riprendiamoci il linguaggio: Smettetela di farci la festa

di Beatrice Galluzzi

Inutile ribadire quanto quello che ci siamo lasciate alle spalle sia un anno particolarmente disgraziato, soprattutto per noi donne, e quanto sia frustrante che nemmeno le battaglie superate vengano riconosciute come lecitamente vinte. Non è questo il momento di abbassare la guardia, semmai è quello di stringerci in una sorellanza inclusiva, senza abbatterci, ma parlando il più possibile, creando una rete di ascolto, di aiuto e di divulgazione.

E in questo riesce egregiamente Stefania Spanò, in arte Anarkikka, autrice, vignettista, illustratrice, femminista, che è appena uscita in libreria con Smettetela di farci la festa (People, 2021), un libro che racchiude magnifiche illustrazioni e giochi di parole del quale Anarkikka è maestra – come dimostra il titolo –  e affronta il tema delle discriminazioni di genere mettendo il focus sul linguaggio. Perché è proprio il linguaggio a essere veicolo della narrazione deviante perpetrata dai mezzi di comunicazione; complice di una sopraffazione ormai interiorizzata dalla quale – persino molte donne – fanno fatica a svincolarsi.

Continua a leggere “Riprendiamoci il linguaggio: Smettetela di farci la festa”
Pubblicato in: Eppur son femmine

Lei vuole vendetta – Elisa Lam, la Contessa & il Cecil Hotel

di Beatrice Galluzzi

Quando il trailer sul Cecil Hotel è apparso sulla mia homepage di Netflix, ho capito che la piattaforma si è allineata sulle mie preferenze, fatte di storie vere che si cancerizzano attorno a drammi irreparabili; esistenze amputate senza alcun mandante che non sia la sorte, quindi più vicine possibile alla realtà.

Eppure, in una serie come “Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”, si parla di vicende difficili da concepire come realmente accadute – se non, per lʼappunto, seguendo la rigorosa documentazione mediatica e scientifica di cui si fa carico un documentario true crime.

Continua a leggere “Lei vuole vendetta – Elisa Lam, la Contessa & il Cecil Hotel”