Pubblicato in: L'angolo della matrigna

Il senso di una foto (e forse anche di una scrittura)

di Veronica Galletta

Ho sempre fatto foto. Foto brutte, foto imprecise. Nel mio lavoro da ingegnere ho sempre scattato moltissime foto. Mi servivano per documentare, per verificare luoghi, anche a distanza di anni, per ricordare cose che non ricordavo, fare raffronti, riflettere meglio. Così ho cominciato a fare foto anche per scrivere. Facevo foto delle cose che mi servivano, dei posti che vedevo, di particolari che potevano entrare in una storia che avevo in testa o in un’altra che mi sarebbe piaciuto avere in testa, ma ancora non c’era. Faccio foto, perché lo faccio ancora, prendo appunti con un registratore vocale, mi mando qualche mail (no, non è vero: tante mail. troppe mail), la normale amministrazione di chi è in giro e trova, o crede di trovare, qualcosa che gli interessa.

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