Pubblicato in: Attualità al femminile

Le ragazze del rock: 40 anni di musica made in Italy

Di Elena Ciurli

Non sembra vero, ma anche l’Italia ha una storia rock al femminile. Per tutte le volte che mi hanno detto: ma che musica ascolti?
Chitarre distorte, batterie martellanti, giri di basso ipnotici, voci graffianti: questa è stata la colonna sonora della mia crescita musicale. Come se una donna dovesse sorbirsi solo pipponi amorosi di gente abbandonata dall’uomo di turno. Ma anche no.
Mi sento molto vicina a queste donne, “Le ragazze del rock. 40 anni di rock femminile italiano” (2011, Sonic Press), titolo dell’omonimo libro di Jessica Dainese, scrittrice e giornalista musicale, che naviga da anni nei circuiti underground.
Forse avrei voluto essere sul loro stesso palco, magari dietro a una batteria, ma non ne ho avuto la giusta convinzione e leggo quindi le loro storie con grande stima.

La storia rock femminile italiana inizia timidamente negli anni Sessanta, ma noi Donne Difettose abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sul successivo periodo punk, in particolare sul movimento delle Riot Grrrl, per la sua attitudine irriverente, ironica e onestamente scurrile. Lo sentiamo più nelle nostre corde.
Una delle più rilevanti sfaccettature del punk al femminile è infatti proprio quello delle Riot Grrrl, movimento nato negli Usa (e più precisamente a Washington) negli anni Novanta. Ed è proprio all’Evergreen College di Olympia, Washington, che si incontrano Katlheen Hanna e Toby Vail, fondatrici della storica band delle Bikini Kill, il gruppo manifesto per antonomasia delle Riot Grrrl. Le sonorità erano dure e semplici, i testi anche piuttosto impegnati (parlavano di stupro, abusi domestici, sessismo, predominanza maschile).
La filosofia Riot Grrrl sosteneva l’aiuto reciproco per sopravvivere nella società sessista e per promuovere l’autodeterminazione della donna anche attraverso la musica.
Lo so, è una descrizione sommaria e riduttiva, i gruppi da citare sarebbero tanti altri, ma vorremmo spostarci nel Belpaese, per vedere che cosa è successo a casa nostra.

E in Italia? Chi sono le nostre Riot Grrrl?

Ne parla Jessica Dainese nel capitolo “Punk attitude” delle sue “Ragazze del rock”.
Il punk italiano, tra fanzines autoprodotte e sound distorti vede la presenza di numerosi esempi di band tutte al femminile, per citarne alcune: Clito (milanesi, classe 1977, sono state la prima female band della scena punk rock italiana), Antigenesi (sempre milanesi, classe 1982, sono delle proto-riot grrls che si sono fatte le ossa allo storico Virus, uno dei primi centri sociali italiani), Remote Control (si formano nel 1981 e suonano pezzi punk influenzati dal pop-rock e dalla new wave) e Kandeggina Gang.
E sono proprio le Kandeggina Gang a regalarci una perla: la cantante del gruppo era una sconosciuta Giovanna Coletti, che sarebbe poi diventata Jo Squillo.
Nel documentario “Mamma dammi la benza. Le radici del Punk italiano”, Jo Squillo dice:

“Le Kandeggina Gang nascono dalla mia voglia di formare un gruppo di sole ragazze, quindi la voglia di fornire la risposta ai maschi che comunque vedevano la musica e un certo tipo di movimento spesso come esclusivamente maschile. Quindi la mia voglia era quella di dire: sono cattiva, orrore orrore, vicino a te mi sento male. La mia voglia era quella di formare una gang essenzialmente, quindi un gruppo di ragazze che avevano qualcosa da dire, non soltanto musicalmente, ma proprio una gang allargata. Infatti, non a caso, Kandeggina era un nome scelto per sbiancare tutto quello che c’era prima, intorno a cui ruotavano tantissime ragazze, che portavano la loro creatività.”

Nel periodo successivo, quello a partire dai Novanta e fino ai 2000, anche in Italia si manifesta il movimento Riot Grrrl (Le Bambine Cattive, band romana, o le liguri Juicy Shoes per citare alcune band che rientrano in questa corrente musicale e culturale).
La qualità musicale si alza e queste ragazze del rock sono brave nel suonare strumenti tipicamente maschili come basso e batteria. Hanno l’energia e la giusta dose di consapevolezza per salire su un palco e sconvolgere il pubblico.

Merita un accenno anche il progetto Rock with Mascara, nato nel 2005 grazie alla creatività di due band emiliane tutte al femminile (Kyuuri e Roipnol Witch). Rwm è un vero e proprio movimento e momento musicale collettivo che ha portato numerose band femminili italiane a esibirsi in locali sparsi per la penisola.

C’è sempre bisogno di dare spazio e sostegno ai gruppi rock femminili, per abbattere gli stereotipi di genere.

Let’s rock girls!

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