Pubblicato in: Madri snaturate

MAMME DIFETTOSE…SI DIVENTA

di Alice Scuderi

madri.jpgLo ammetto, mea culpa. Anch’io avevo fatto annunci categorici prima del grande evento. Ma, come accade spesso, le aspettative si scontrano in un frontale violentissimo con la realtà. Ebbene sì, hai di fronte la “supermamma-ecologica-faccio-tutto-da-sola” (almeno questo è il titolo onorifico che mi attribuivo fino a qualche ora prima di partorire).

Poi, come dicevo, il mondo, quello vero, è entrato dalla porta del mio bilocale e ogni proposito è andato a farsi benedire.

Sono sicura che di super mamme ce ne sono tantissime, e mi piacerebbe fare un salto anche solo per un giorno nelle loro vite per vedere come avviene la magia. Forse, ma dico forse, possono contare su un salvagente familiare anche se, per carità, loro fanno tutto da sole e guai a metterlo in dubbio.

Io, dal canto mio, mi sto scoprendo mamma difettosa a otto mesi dal parto. In mia difesa posso chiamare una pigrizia atavica, quasi patologica, ma soprattutto il fatto di essere da sola. Certo, ho un marito senza il quale sarei spacciata, ma il poverino lavora e anche tanto; durante le lunghe ore che io e la piccolina passiamo da sole a casa, il suo supporto può essere solo spirituale e quando hai da pulire casa, cucinare, badare alla bambina, con lo spirito ti ci soffi il naso.

Siamo oneste: senza i nonni in salute e vicini è tosta gestire tutto, e bugiarda chi dice di no (chi minimizza l’aiuto dei nonni sicuro che li ha a non più di un chilometro di distanza…).

Non dico che tutte le mamme che possono appoggiarsi alla famiglia lo facciano continuamente, ma certo anche solo sapere di poterlo fare è già di per sé un grande aiuto.

Quel giorno che ti svegli dopo una nottata in bianco e tuo figlio non ne vuole sapere di stare un po’ nel box a giocare da solo, piagnucola perché vuole stare perennemente in collo e tu riesci a malapena ad andare a lavarti, beh, sapere di poter lanciare un SOS alla tua mammuzza o persino alla suocera, ti aiuta a non gettarti dal terzo piano.

Ma non è solo nelle emergenze che la famiglia è un salvagente; magari oggi ti sei svegliata un po’ giù e ti senti sola, hai voglia di fare due chiacchiere utilizzando parole vere e non una sequenza di “ba-ba-ba gu-gu-gu”; le amiche, buon per loro, sono a lavoro e quindi chi chiamare se non mamma o suocera?

Ecco, io niente di tutto questo.

Partiamo dal proposito ecologico. Pannolini lavabili: con una bambina che caga come un leone mi sono trovata di fronte al problema “spreco acqua o getto i pannolini?”. Avrei dovuto acquistare ottocentomila pannolini lavabili per sostenere questo meccanismo perverso “caga/piscia – lava-asciuga” e probabilmente avrei trascorso così le mie giornate. E quindi, eccomi qui, con i miei bei pannolini Coop da 15 cent.

Da quasi due mesi ho cominciato lo svezzamento. Argomento spinosissimo, che accende le discussioni tra le mamme. Mamme moderne, perché quelle come la mia non stavano a questionare troppo. Ora invece tutte, dalla casalinga disperata alla manager, hanno le loro proprie certezze assolute, che quasi sempre cozzano con i suggerimenti del pediatra. Dalla prima all’ultima sono sicure che dare la carne a sette mesi è sbagliatissimo, l’uovo assolutamente no, la frutta solo fresca, gli omogeneizzati sono il demonio incarnato. E io un po’ invidio questa loro sicurezza granitica che, a detta loro, proviene da quella fonte incrollabile e infallibile che è l‘istinto materno

La mamma queste cose le sa… la mamma queste cose le sente…

Allora diventa logico per me chiedermi: “ma che razza di madre sono?”, perché io, con quella che pensavo umiltà, ma a questo punto devo pensare essere un istinto materno assai difettoso, ho deciso di fidarmi della mia pediatra.

Ho fatto questo ragionamento: io sono laureata in biologia e sono madre da solo otto mesi, perché dovrei mettere in discussione i suggerimenti di una professionista con anni di esperienza alle spalle?

Gli omogeneizzati sono diventati i miei più fidati amici: sono sicuramente prodotti controllati, in più mi fanno risparmiare tempo, il che per una mamma sempre in affanno non è poco. Certo, “cucinare tutto da sola” fa più mamma moderna, ma io ho deciso di tenere un briciolo di tempo per me stessa, senza perdere qualità per mia figlia.

Ma la mia non è fede assoluta, pure io cerco di utilizzare il buon senso che mi è rimasto non prendendo tutto ciò che mi dice la pediatra come oro colato. Ci sono cose che cambiano da bambino a bambino; altre invece, si basano su dati scientifici e io preferisco affidarmi alle limitate ma salde certezze della scienza, piuttosto che a un famigerato istinto.

Queste però non sono verità assolute, solo le riflessioni di una neo mamma work in progress.

Quando ho partorito non sono diventata subito mamma, lo sto imparando ancora adesso e probabilmente non smetterò mai di studiare per questo ruolo così importante. Vado avanti per tentativi, sbaglio, correggo il tiro, sempre pensando che non esistono manuali e regole fisse da seguire. Però posso farmi aiutare da chi un po’ di esperienza l’ha già, non solo la pediatra, ma soprattutto farmi ispirare da mia mamma, mia suocera e poi affinare questo benedetto istinto…

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