Pubblicato in: La scienza è donna

Il sesso: una questione complicata

collage

di Alice Scuderi

Sesso, un argomento tabù, ma solo tra gli esseri umani.

Nonostante l’uscita dell’ultimo modello di Iphone ci faccia sentire all’avanguardia, quando si parla di sessualità tendiamo a mantenere in maniera ostinata una visione molto rigida.
Uomo-Donna, X-Y
Eppure la natura ci dice ben altro.
La sessualità è un grande terreno di sperimentazione, uno dei preferiti dall’evoluzione per praticare la sua arte. Se c’è qualcosa di flessibile e adattabile, quello è proprio il sesso.
Se fosse così statico, come molti lo interpretano, non avremmo tutte le fantasiose varianti offerte dal mondo animale e vegetale.

Prendiamo i coralli; questa immensa “comune” di polipi (quelli che mangiate con le patate sono i POLPI), cresce grazie al costante lavoro edilizio di questi organismi che si riproducono in modo asessuale: semplicemente si dividono, replicando se stessi. Un modo facile e soprattutto veloce, che evita anche spiacevoli inconvenienti con i preliminari.
Ma cosa vi dicevo poc’anzi sulla flessibilità? Questo non è l’unico modo che hanno per creare una nuova generazione: sono anche in grado di riprodursi in modo sessuato, grazie a cellule uovo e spermatozoi, che una volta liberati in acqua, si fondono dando origine a larve, in questo caso un po’ diverse dai loro genitori, che sfruttando le correnti andranno a generare nuove colonie.
Anche il concetto di genere è assolutamente malleabile nel mondo animale.
Temo che tutti i bigotti d’Italia, i fobici della “teoria del gender”, cambieranno meta delle vacanze quando sapranno che il Mediterraneo è infestato da pesci transessuali.
Il cambio di sesso è la normalità per moltissime specie; nascono femmine e poi diventano maschi o viceversa, rispondendo a delle esigenze dell’ambiente o del gruppo in cui vivono. E nessuno gli dice che è sbagliato.
Nessuno si scandalizza quando negli harem dei Labridi, una famiglia di pesci tipici delle scogliere coralline, morto o rimosso il maschio dominante, una delle femmine comincia a cambiare sesso nell’arco di pochi giorni e al completamento dell’inversione sessuale prende il comando del gruppo.

Non viene esclusa alcuna possibilità, nemmeno quella di popolazioni di femmine che si riproducono sessualmente senza maschi generando altre femmine.
Tra i Cladoceri, come Daphnia magna, daphnia_magna_sexualun piccolissimo crostaceo di acqua dolce, la partenogenesi, questa strana quanto diffusa riproduzione “verginale”, è del tutto normale. I maschi sono pochi e si trovano solo in alcune stagioni o condizioni, e siccome le femmine non sono tipe da perder tempo, rinunciano a un po’ di variabilità genetica per la sicurezza di portare avanti altre generazioni. La concretezza, una caratteristica distintiva di molte femmine difettose.

Pensiamo che il sesso human style sia una caratteristica distintiva di “animali superiori” come i mammiferi, eppure nelle api, piccoli insetti che costruiscono società complesse, è la partenogenesi la strategia riproduttiva più diffusa. La regina decide se fecondare o meno le uova: nel primo caso nascono femmine, le operaie, fondamenta della colonia, nel secondo invece si generano maschi, i fuchi, la cui unica funzione è la trasmissione di materiale genetico, tipicamente a regine di altre colonie, per aumentare la variabilità. E poi, dopo l’accoppiamento, muoiono.

Persino negli esseri umani il concetto di sesso è più fluido di quanto si immagini e non è determinato rigidamente dalla genetica. Ciò che siamo è il risultato di interazioni complesse fra la storia scritta nei nostri geni e l’ambiente in cui questa storia si svolge. E come in tutte le storie avvincenti che si rispettino, non tutto è fissamente determinato e immutabile: essere donna o uomo, non può essere riassunto con due lettere, XX o XY.
Possiamo affannarci quanto vogliamo a discuterne, ma l’evoluzione continuerà a lavorare incessante su di noi e chissà fra migliaia di anni quale sarà la nostra nuova strategia riproduttiva.

E se qualcosa non è chiaro…la-riproduzione

 

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