Pubblicato in: Attualità al femminile, Interviste difettose

Interviste Difettose: Sara Rabà

di Elena Ciurli

La protagonista di questa nuova Intervista Difettosa è Sara Rabà, un’artista poliedrica che ha trovato nella moda la sua forma espressiva primaria. L’entusiasmo, la voglia di conoscere e sperimentare si leggono in ogni sua parola e creazione, ma anche la “necessità di aprire il suo mondo ai giovani perché possano riscoprire valori, sensazioni, tradizioni e appartenenza a una cultura che è patrimonio infinito italiano.”

Come e quando è iniziata la tua storia d’amore con la moda?

Dal primo vagito?! No, non so…mi sembra di esserci nata con questa grande passione. Il primo ricordo nitido è una cartolina in bianco e nero di Coco Chanel: lo sguardo serio, il viso imbronciato erano familiari, forse mi rivedevo in quella espressione, non so, ma ricordo di aver pensato: “farò lei da grande, Coco Chanel”. Ambiziosa la bimba eh?! Beh, non sapevo realmente, a quei tempi, quanto grande lei fosse, ma scoprii presto quanto, dentro a quella piccola scatola dall’involucro imbronciato e minuto, ci fosse un’immensa anima creatività, ribelle e rivoluzionaria. A pensarci bene, erano anche questi ultimi aggettivi che mi erano familiari: spesso in casa mi davano della ribelle e rivoluzionaria.
Mai sono stata dentro le righe, soprattutto, mai ho preso le cose per buone perché così era, ma sempre a scavare, capire e rompere; sempre desiderosa di fare e dire quello che il cuore suggerisce. Solo da adulta ho capito che spesso, questo atteggiamento, non è conveniente, si è persone scomode, che creano disagio, Ma ho continuato…è più forte di me!

Dal sogno alla realtà: cosa ti ha spinto a creare il tuo marchio personale?

Appunto, il sogno. La realtà con la quale mi sono scontrata per anni, lavorando come stilista per gli altri, è stata un po’ diversa da quella che sognavo: non si crea per gli altri, non si esternano le proprie emozioni, si esegue. Si esegue ciò che viene chiesto e con lo sforzo continuo – almeno per me era uno sforzo – di creare qualcosa che potesse piacere, che potesse essere in linea con lo stile aziendale, creare quello che va di moda (non ho ancora capito fino in fondo cosa voglia dire!)
Una fatica immensa, senza esagerare parlerei di frustrazione.
È stato proprio quello spirito ribelle, che dicevo prima, e che credo circoli nel mio DNA, che mi ha spinto a dire basta. Non è stato facile.
Avevo bisogno ed ho bisogno di dire ciò che sento e lo faccio attraverso le mie creazioni. Costruisco le mie emozioni, dò loro un corpo, una forma.
Ma c’è un altro importante motivo: volevo vivere “nel pulito”…come spiegare quello che voglio dire? Dunque, avevo bisogno di creare con coerenza, onestà, verità, valori, etica. Realizzare con passione, amore, e rispetto per il cliente. Proporre cose vere, fatte a mano riscoprendo il mondo della sartoria, dei vecchi mestieri. Avevo bisogno di mostrare me stessa, i miei valori, i miei pregi e difetti, I miei sentimenti e la mia rabbia.
La moda è arte per me, è materializzare ciò che si sente dentro, è dare forma ad un ricordo.
Realizzare un abito o un accessorio diventa necessità impellente. È trasformare dolore, rabbia, delusione, tristezza in qualcosa di bello, colorato, divertente. È esternare ogni più piccolo pezzo di me e farlo vivere all’esterno come essere unico, inimitabile, insostituibile. Il mio fare è soprattutto il mezzo che la vita mi ha donato per rialzarmi ogni volta dopo essere stramazzata al suolo e urlare silenziosamente ai più grandi tesori della mia vita tutto l’amore che provo per loro.

In che modo nutri la tua linfa creativa? Chi o cosa ti influenza durante il processo di creazione dei tuoi abiti?

Credo di aver già ampiamente risposto e per non essere ripetitiva posso aggiungere solo questo: faccio solo ciò che sono e in ogni cosa che faccio c’è tutta me stessa. Azzarderei a dire, se me lo concedete, che la mia linfa vitale è la mia anima curiosa: sono un’instancabile gitana rompiscatole con il costante bisogno di imparare il più possibile prima di tornare “a casa”. Del resto…la vita sulla terra non è solo una scuola?

Quali sono gli elementi distintivi delle tue collezioni?

Beh, le mie non sono collezioni vere e proprie, sono pezzi unici fatti a mano. A volte li riproduco ma, sinceramente e per fortuna, non sono mai uguali all’originale. Le “mie donne” meritano tutta la mia attenzione: sono loro le attrici delle mie emozioni. Nei miei mille stati d’animo si trovano mille donne diverse ed è giusto che ognuna di loro sia la protagonista.

Chi è la donna di Sara Rabà?

Appunto, non è una, sono mille. Sono donne di tutte le età, di tutti i colori e forme. Sono donne che si esprimono liberamente senza condizionamenti e che si sentono pezzi unici di umanità.

Dove possiamo vedere e acquistare le tue creazioni?

Trovate tutte le informazioni sul mio sito: www.sararaba.com e sulla mia pagina Fb Sara Rabà lab.
Ci sono i miei contatti per eventuali collaborazioni o informazioni, gli eventi che ogni tanto faccio in giro, gli indirizzi dei negozi che vendono i miei capi e lo “shop on line” con il quale potete vedere ed acquistare direttamente.
In ogni caso sono sempre rintracciabile e disponibile a spostarmi per incontrare chiunque abbia voglia di conoscere, condividere e collaborare con una “donna difettosa” come me!

Grazie Sara per essere stata nostra ospite!

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