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LINDA MAY E LA FINE DELLA STRADA

di Ilaria Petrarca

Linda May è una nonna con i capelli bianchi che vive in Oregon. Ha fatto per anni lavori che non le hanno permesso di risparmiare né di garantirsi una pensione e non ha più diritto al sussidio di disoccupazione. Continua a fare lavori occasionali e abita con la famiglia della figlia, la quale è in ristrettezze si trasferisce in un appartamento dove Linda si sente di troppo.

Un giorno, a 64 anni, è avvicinata da Jessica Bruder, la quale scrive un reportage su di lei. Il reportage diventa un libro, Nomadland  (Edizioni Clichy, 2020) , che a sua volta diventa un film omonimo, diretto da Chloé Zhao. Il film vince l’Oscar e Linda May diventa famosa e ricca abbastanza da poter scegliere. “Volevo un posto per la fine della strada, uno dove poter ospitare la famiglia.”

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Le scappate di casa – Léonie d’Aunet e i confini del mondo

di Ilaria Petrarca

“Vi piacerebbe fare il giro del mondo?”

“È il mio sogno”

“E osare di più?”

Léonie d’Aunet è stata la prima donna a oltrepassare il Circolo Polare Artico nel 1838. Considerando che nell’ultimo anno io ho superato al massimo i confini amministrativi del mio Comune di residenza, non ho resistito alla tentazione e ho letto il suo “Viaggio di una donna allo Spitzberg”, ossia qui:

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Le scappate di casa: Dervla Murphy e il valore di un viaggio

«Non sto viaggiando per superare qualcosa, come un esploratore o un alpinista serio. Sto viaggiando per divertirmi

La più celebre avventuriera irlandese risponde così al Guardian nel 2018. Nei suoi libri la parola “divertimento” suona sì come sinonimo di svago, evasione, ma in un senso per niente frivolo. Pedalando per il mondo, Dervla si allontana dai paesaggi familiari e acquisisce consapevolezza di sé e degli altri ‒ e il lettore la segue.

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Le scappate di casa: Nellie Bly ‒ e lʼenigma: a cosa servono le donne?

di Ilaria Petrarca

Nellie Bly ‒ e lʼenigma: a cosa servono le donne?

Secondo Vanessa Veselka, autrice e autostoppista, «un uomo sulla strada viene catturato nell’atto di un divenire mentre una donna sulla strada ha qualcosa di gravemente sbagliato. Il semplice fatto che sia là fuori dice qualcosa di lei che è spaventoso».

Chissà cosa ne avrebbe pensato Nellie Bly, giornalista dʼassalto nella New York di fine ʼ800, una donna che per superare i confini e raccontarci cosa cʼera oltre si è addirittura finta pazza!

«È giustificabile mentire un poco per ottenere la verità. Io mento soltanto sulla mia età e sul mio nome» scriveva. Secondo i documenti ufficiali è nata vicino Pittsburgh nel 1864 con un nome più lungo e meno frivolo. A casa era “Pinky” perché vestiva di rosa, colore adatto al carattere docile che mai svilupperà.

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Isabelle la nomade – e il futuro come fonte naturale di dolore

di Ilaria Petrarca

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Forse l’aspetto strano della mia natura può essere riassunto in un tratto: la necessità di continuare a cercare, accada quel che accada, nuovi eventi, e fuggire l’inerzia e la stagnazione.” Con queste parole Isabelle Eberhardt ci toglie dall’imbarazzo di definirla. Di aggettivi, comunque, gliene sono stati attribuiti diversi nell’ultimo secolo. Uno su tutti: “nomade”. Continua a leggere “Isabelle la nomade – e il futuro come fonte naturale di dolore”