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TU CHE ERI OGNI RAGAZZA

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“La città devastata che abbiamo dentro“. Questo leggo, una volta tornata a casa, nella dedica che mi ha fatto Emanuela Cocco sul frontespizio del suo libro. Ho avuto il piacere di conoscerla di persona e apprezzare la sua presenza scenica anche fuori dalla scena. Ma questa è tutta unʼaltra storia.

Quella che vi voglio raccontare oggi, invece, è dentro al suo libro Tu che eri ogni ragazza (Wojtek, 2018). In realtà, di storia non ce nʼè una sola, ma tante quante i binari della stazione Termini: che paiono infiniti, anche se numerati fino a trentadue. È proprio intorno alle rotaie, ai bar, ai mendicanti, ai ragazzini, ai pendolari, a quelli capitati lì per caso o alle persone che preferirebbero aver sbagliato strada, che succedono i fatti. “I passeggeri si preparano a scendere. Si divideranno appena aperte le porte. Separarsi è nella loro natura. Lʼesasperante indugiare della voce registrata detta lʼarrivo.” Quello che accade arriva e basta; si vede, come quando si va al cinema con gli occhialetti 3D. E se ciò che ci troviamo davanti fa paura, beh, non ci si può alzare; non possiamo semplicemente uscire dalla sala e tornare agli avanzi delle nostre lasagne. Emanuela, quello che vediamo tutti i giorni, quello che scavalchiamo nel momento stesso in cui viene messo a fuoco, ce lo inietta sottopelle. Continua a leggere “TU CHE ERI OGNI RAGAZZA”