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Che cosa è successo a Firenze RiVista

di Beatrice Galluzzi

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Il nostro stand a Firenze RiVista

Meglio scriverne a caldo, ho pensato stamattina presto, dopo aver passato le ultime settantadue ore a parlare alle persone ininterrottamente  – faccia a faccia, evviva Iddio –  di che cosa sia il progetto Donne Difettose. Questi tre giorni di Firenze RiVista non si possono comprimere in poche righe, ma posso tentare di condensare il clima estremamente includente nel quale anche noi, come rivista, associazione, blog e organizzatrici del festival Marea Noir, siamo entrate a far parte. Continua a leggere “Che cosa è successo a Firenze RiVista”

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Donne Difettose a Firenze RiVista!

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Il numero zero Donne Difettose – la rivista – sarà presente al festival Firenze Rivista, dal 20 al 22 settembre 2019. Venite a trovarci al nostro stand, ci saranno gadget e sorprese per voi, e potremo fare anche due chiacchiere!

Inoltre, il 22 settembre alle ore 16.00 saremo alla Tavola rotonda sulle pubblicazioni femministe presso la Sala degli archi | RFK Human Rights dove Fiesolana 2b presenterà L’editoria femminista dagli anni ’70 a oggi. 
con Vera Navarria, autrice di I libri delle donne. Case editrici femministe degli anni Settanta (Villaggio Maori)

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Ecco perché guardare Tabula Rasa

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Tabula rasa” è una serie belga del 2017 che si articola in nove episodi di circa cinquanta minuti ciascuno ed è disponibile su Netflix. Molto apprezzata in patria, ma pressoché ignorata in Italia. Eppure in questo “psico-thriller” incentrato su una memoria fallace c’è del buono: la ricerca dei frammenti di una verità perduta è coinvolgente, le contaminazioni horror funzionano a meraviglia, tutti i personaggi che circondano la protagonista sono sospetti ed è impossibile non fare il tifo per lei nella sua affannosa ricerca della verità, dato che capiamo subito di trovarci di fronte a una donna che era andata in pezzi molto prima della sua memoria.  Continua a leggere “Ecco perché guardare Tabula Rasa”

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Il giardino dei mostri

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I mostri. Cʼè chi li usa come impalcature per costruirci un mondo. Chi i propri demoni non li subisce, ma li cavalca. Chi, come Niki de Saint Phalle con il suo Giardino dei Tarocchi, è riuscita a trasformarli in qualcosa di tangibile e angosciante, un complesso di opere che possono essere dimore confortanti, ma solo per chi ha il coraggio di abitarsi.

Non un angolo retto, solo forme morbide, femminili, inquietanti, immerse tra i lecci e i sugheri. Sembravano essere sorti dal terreno come giganteschi funghi velenosi dai colori tossici e innaturali, spuntati in mezzo al bosco dopo una notte di pioggia incantata.”

Nel suo libro “Il giardino dei mostri” (E/O, 2019) Lorenza Pieri ci riporta nello spazio temporale tra la fine degli anni ottanta e lʼinizio dei novanta. Siamo a Capalbio, sulla costa maremmana, tra contadini e butteri che si scoprono imprenditori e giovani di provincia in competizione con i coetanei in trasferta dalla capitale. Quella zona, poco dopo il confine laziale, era e resta meta per le vacanze dei romani di buona famiglia, ancora attratti dal fascino rurale e brado della campagna,  guardandolo spesso dallʼalto del loro piedistallo. Continua a leggere “Il giardino dei mostri”

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Donne Difettose – la rivista

Il numero zero di Donne Difettose – la rivista – è disponibile in tutti gli store online e ordinabile nelle librerie.

Potete trovarla a questi link: DD su Amazon; DD su Ibs; DD su Feltrinelli;

In questo numero, edito da Ouverture Edizioni, troverete racconti inediti a tema “Trasformazioni”  scritti per noi da Cristiana Astori, Emanuela Cocco, Annick Emdin, Veronica Galletta, Arzachena Leporatti, Giorgia Lepore, Claudia Oldani e Debora Silvestri.

Saremo presenti anche a Firenze Rivista il festival delle riviste e della piccola e media editoria, dal 21 al 22 settembre 2019. Venite a trovarci presso il meraviglioso complesso delle Murate!

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Luce

PicsArt_04-02-11.22.31Se cʼè una cosa che è scaturita dalla lettura di “Luce”, di Bettina Bartalesi e Gianluca Di Matola (Clown Bianco, 2018), è un incontenibile bisogno di riscatto. Luce è una ragazzina di tredici anni che, nonostante il conflitto con i suoi slanci adolescenziali, ha ben chiara una cosa: non si farà mettere i piedi in testa. Ed è questa la scintilla che illumina la scatola nera nella quale si svolgono le vicende del libro, ambientato in quello che potrebbe essere un paese qualsiasi della periferia italiana, durante gli anni di piombo.Ero lʼobiettivo ideale per chiunque volesse sviluppare la propria sadica natura. Ero una lucertola alla quale avrebbero potuto ficcare uno spillone in gola senza che quella sbattesse minimamente la coda.” Continua a leggere “Luce”

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Vicolo dell’immaginario

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In “Vicolo dellʼimmaginario” (Sellerio, 2019), Simona Baldelli delinea, con una scrittura nitida, i profili smussati di unʼombra accessoria. Una zona buia in cui si annida lo spettro di ciò che eravamo, delle persone che ci siamo lasciati alle spalle o di quelle che, nonostante la distanza del tempo, non vogliamo lasciar andare. Magari, quell’ombra non la vediamo, o non ci fa piacere notarla.

Amalia, una delle protagoniste del libro, ha il coraggio di farle spazio. La sua piccola ombra la accompagna, mentre percorre le vie accecanti di Lisbona. Ed è solo in questa città, calata in un fondale fiabesco, che qualcuno riesce a notare la sua doppia proiezione. Quel qualcuno che riesce a riconoscere Amalia, ancor prima che sia stata lei ad accettare il vero eco di sé stessa.  “Ecco la grazia da chiedere a Nostra Signora della Luce: illuminare la piccola ombra nera e cancellarla con la forza splendente. Subito si pente e china la testa a cercarla. È raggomitolata sotto il sedile nel punto meno illuminato, finalmente chetata. Spera non le abbia letto nel pensiero perché la piccola ombra è tutto ciò che le resta del suo giorno più brutto, ma che non vuole scordare.” Continua a leggere “Vicolo dell’immaginario”

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LA FANTASTICA SIGNORA MAISEL – Stagione 1

di Francesca Santi

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In “Happy Days” – la serie che più amavo da bambina – gli anni ’50 erano descritti come un’epoca da rimpiangere, in cui ognuno era contento del proprio ruolo e ogni cosa si trovava esattamente dove doveva stare; ebbene, per scardinare questa visione edulcorata e capire che quel Paradiso perduto per noi Donne Difettose sarebbe stato un inferno, basta guardare una carrellata di pubblicità di quell’epoca, in cui le casalinghe (l’unica carriera auspicabile per il nostro sesso) erano dipinte come adorabili ritardate e il loro valore era commisurato soltanto alla loro capacità di compiacere il marito.

La serie “The Marvelous Mrs. Maisel” è ambientata alla fine del periodo d’oro di cui sopra e ci fa capire subito che non c’è da rammaricarsi se quei “giorni felici” sono passati.

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IL MARITO PASSAPORTO

di Beatrice Galluzzi

PicsArt_02-03-04.27.29Se credete che la vita di 007 – così come ce lʼhanno mostrata nei film, così come ci piace immaginare – sia qualcosa di rocambolesco, allora non sapete cosa ha avuto il coraggio di affrontare questa donna, nei lontani anni ʼ30.

Tutto ha avuto origine fin dalla mia infanzia, quando nutrivo disagio e una profonda e segreta indignazione al momento di obbedire a ordini che non condividevo.”

Una spia, questo si è spesso insinuato fosse Jeanne Clérisse – poi Marga DʼAndurain – una splendida e indomita basco-francese, ma la verità sul suo ruolo nellʼintelligence rimane avvolta nellʼambiguità, così come non hanno mai trovato appiglio le accuse che le sono state rivolte, comprese quelle di omicidio (ben tre). Continua a leggere “IL MARITO PASSAPORTO”

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PRIMO PIANO INTERNO FEMMINILE: UN MOTIVO IN PIÙ PER GUARDARE “BIRD BOX”

di Beatrice Galluzzi

Bird Box, appena uscito per Netflix, è un survival horror che mostra, per alcuni versi, molte similitudini con altre pellicole sul genere. Il film è basato sul libro omonimo di Josh Malerman – titolo in Italia tradotto con La morte avrà i tuoi occhi. Tutto ruota attorno a delle ipotetiche presenze, che una volta messe a fuoco inducono le persone al suicidio. Il problema si diffonde in modo epidemico e il genere umano, di conseguenza, è al capolinea. Tanto per cambiare, verrebbe da dire.

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