Pubblicato in: Letture Incolte

Luce

PicsArt_04-02-11.22.31Se cʼè una cosa che è scaturita dalla lettura di “Luce”, di Bettina Bartalesi e Gianluca Di Matola (Clown Bianco, 2018), è un incontenibile bisogno di riscatto. Luce è una ragazzina di tredici anni che, nonostante il conflitto con i suoi slanci adolescenziali, ha ben chiara una cosa: non si farà mettere i piedi in testa. Ed è questa la scintilla che illumina la scatola nera nella quale si svolgono le vicende del libro, ambientato in quello che potrebbe essere un paese qualsiasi della periferia italiana, durante gli anni di piombo.Ero lʼobiettivo ideale per chiunque volesse sviluppare la propria sadica natura. Ero una lucertola alla quale avrebbero potuto ficcare uno spillone in gola senza che quella sbattesse minimamente la coda.” Continua a leggere “Luce”

Pubblicato in: Donne Seriali

LA FANTASTICA SIGNORA MAISEL – Stagione 1

di Francesca Santi

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In “Happy Days” – la serie che più amavo da bambina – gli anni ’50 erano descritti come un’epoca da rimpiangere, in cui ognuno era contento del proprio ruolo e ogni cosa si trovava esattamente dove doveva stare; ebbene, per scardinare questa visione edulcorata e capire che quel Paradiso perduto per noi Donne Difettose sarebbe stato un inferno, basta guardare una carrellata di pubblicità di quell’epoca, in cui le casalinghe (l’unica carriera auspicabile per il nostro sesso) erano dipinte come adorabili ritardate e il loro valore era commisurato soltanto alla loro capacità di compiacere il marito.

La serie “The Marvelous Mrs. Maisel” è ambientata alla fine del periodo d’oro di cui sopra e ci fa capire subito che non c’è da rammaricarsi se quei “giorni felici” sono passati.

LA TRAMA

La storia inizia con un flashback, in cui assistiamo al matrimonio tra Joel Maisel e Midge, splendida sposa, che mostra tutto il suo umorismo in un appassionato discorso che farà infuriare il rabbino.

A quattro anni dalla cerimonia, la giovane è diventata una moglie e madre perfetta, che si alza prima del marito per truccarsi e mettersi in piega i capelli in modo da risultare impeccabile al risveglio e che prepara manicaretti per il gestore del Gaslight, il locale in cui Joel si esibisce come comico.

È più facile essere felice quando sei carina,” dice Rose, la madre di Midge, osservando preoccupata l’ampia fronte della nipote e la signora Maisel sembra condividere questa opinione, visto che è così preoccupata di restare attraente per il marito da controllare e annotare le sue misure ogni sera.

Midge pensa a tutto e si sente gratificata nel farlo: cura anche la carriera da comico di Joel, prendendo appunti durante le sue esibizioni e dandogli consigli su come migliorarsi; poi, un giorno, la donna scopre che lo sketch di punta del marito è copiato da un celebre comico, lo spinge a essere originale e, proprio quella sera, Joel si esibisce in modo disastroso. Joel incolpa Midge per il suo fallimento e la lascia, confessandole di avere una relazione con la segretaria: una ragazza molto carina, che non sa neppure temperare una matita.

La prima domanda della madre della protagonista è: “Cos’hai fatto?”.

Perché è naturale che la responsabilità della fine di un matrimonio sia della donna.

“Truccati, mettiti il vestito migliore e convincilo a tornare a casa.” suggerisce Abe, il padre.

Ma Midge reagisce in modo diverso: si ubriaca, va al Gaslight e sale sul palco, lanciandosi in un monologo sulla fine del suo matrimonio che termina con l’esibizione del suo seno e che è un trionfo, ma per cui viene arrestata per atti osceni in luogo pubblico.

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Susie capisce subito che Midge ha del grande potenziale e le paga la cauzione: “Non mi dispiace stare sola, ma non vorrei mai essere insignificante” dice quando la protagonista le chiede della sua vita sentimentale e penso che tutte dovremmo essere d’accordo con lei.

In palestra, Imogene, l’amica del cuore di Midge le indica le divorziate, stigmatizzate, emarginate nella fila in fondo: “Avrei potuto essere stenografa” le dice “Ma mi sono sposata: ce l’ho fatta nel modo giusto.” Tornata sotto casa trova Joel, che le chiede di tornare insieme e… non sarò certo io a dirvi cosa la nostra eroina gli risponderà: andate a cercare Mrs. Maisel su Amazon Prime e scopritelo da soli.

I PUNTI DI FORZA

Sono i personaggi, tutti credibili e coerenti con loro stessi, anche quelli più macchiettistici, come il suocero della protagonista. La madre intenerisce e infastidisce nel suo affannarsi per nascondere la separazione della figlia e ricucire lo strappo tra i due; il padre attira la nostra simpatia quando si inorgoglisce nello scoprire in Midge una determinatezza e uno spirito che non conosceva; il marito indispettisce nel dare tutto per scontato, ma il suo credersi talentuoso pur non avendo meriti lo rende un personaggio drammatico di grande spessore e poi c’è una guest star importante – Sophie Lennon – una nota comica che nella realtà è molto diversa dal personaggio che interpreta e che spinge Midge alla riflessione: “Perché le donne devono fingere di essere ciò che non sono?”.

I dialoghi serrati e brillanti ricordano il miglior Woody Allen, d’altronde l’ambientazione e il ceto sociale di riferimento sono gli stessi: siamo a New York, la famiglia di Midge è ebrea, ricca e colta, valorizzata dal contrasto coi genitori di Joel, che risultano spesso imbarazzanti, fornendoci gustosi siparietti che innalzano ulteriormente il livello della serie.

Alex “Susie” Bornstein, infine, è perfetta in contrapposizione a Rachel “Midge” Brosnahn: fisicamente sono agli antipodi, ma la loro essenza è la stessa; entrambe vogliono un ruolo diverso da quello imposto dalla società, anche se solo la prima ne è già consapevole.

PERCHÉ GUARDARE QUESTA SERIE?

È stata scritta da una donna: Amy Sherman Palladino, grande sceneggiatrice, nota anche per “Una mamma per amica” e “Pappa e Ciccia”.

La prima stagione di “The Marvelous Mrs. Maisel” ha ricevuto 5 Emmy, tutti meritatissimi, infatti, Rachel Brosnahn risplende nei panni di MiriamMidgeMaisel: rasenta la perfezione, eppure non risulta mai irritante, neppure quando si prodiga per essere all’altezza dello stereotipo della moglie perfetta. La sua bellezza è valorizzata dai costumi superlativi, che meriterebbero un premio a parte.

Pubblicato in: Eppur son donne, Letture Incolte

IL MARITO PASSAPORTO

di Beatrice Galluzzi

PicsArt_02-03-04.27.29Se credete che la vita di 007 – così come ce lʼhanno mostrata nei film, così come ci piace immaginare – sia qualcosa di rocambolesco, allora non sapete cosa ha avuto il coraggio di affrontare questa donna, nei lontani anni ʼ30.

Tutto ha avuto origine fin dalla mia infanzia, quando nutrivo disagio e una profonda e segreta indignazione al momento di obbedire a ordini che non condividevo.”

Una spia, questo si è spesso insinuato fosse Jeanne Clérisse – poi Marga DʼAndurain – una splendida e indomita basco-francese, ma la verità sul suo ruolo nellʼintelligence rimane avvolta nellʼambiguità, così come non hanno mai trovato appiglio le accuse che le sono state rivolte, comprese quelle di omicidio (ben tre). Continua a leggere “IL MARITO PASSAPORTO”

Pubblicato in: Eppur son donne

PRIMO PIANO INTERNO FEMMINILE: UN MOTIVO IN PIÙ PER GUARDARE “BIRD BOX”

di Beatrice Galluzzi

Bird Box, appena uscito per Netflix, è un survival horror che mostra, per alcuni versi, molte similitudini con altre pellicole sul genere. Il film è basato sul libro omonimo di Josh Malerman – titolo in Italia tradotto con La morte avrà i tuoi occhi. Tutto ruota attorno a delle ipotetiche presenze, che una volta messe a fuoco inducono le persone al suicidio. Il problema si diffonde in modo epidemico e il genere umano, di conseguenza, è al capolinea. Tanto per cambiare, verrebbe da dire.

Continua a leggere “PRIMO PIANO INTERNO FEMMINILE: UN MOTIVO IN PIÙ PER GUARDARE “BIRD BOX””
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TU CHE ERI OGNI RAGAZZA

di Beatrice Galluzzi

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“La città devastata che abbiamo dentro“. Questo leggo, una volta tornata a casa, nella dedica che mi ha fatto Emanuela Cocco sul frontespizio del suo libro. Ho avuto il piacere di conoscerla di persona e apprezzare la sua presenza scenica anche fuori dalla scena. Ma questa è tutta unʼaltra storia.

Quella che vi voglio raccontare oggi, invece, è dentro al suo libro Tu che eri ogni ragazza (Wojtek, 2018). In realtà, di storia non ce nʼè una sola, ma tante quante i binari della stazione Termini: che paiono infiniti, anche se numerati fino a trentadue. È proprio intorno alle rotaie, ai bar, ai mendicanti, ai ragazzini, ai pendolari, a quelli capitati lì per caso o alle persone che preferirebbero aver sbagliato strada, che succedono i fatti. “I passeggeri si preparano a scendere. Si divideranno appena aperte le porte. Separarsi è nella loro natura. Lʼesasperante indugiare della voce registrata detta lʼarrivo.” Quello che accade arriva e basta; si vede, come quando si va al cinema con gli occhialetti 3D. E se ciò che ci troviamo davanti fa paura, beh, non ci si può alzare; non possiamo semplicemente uscire dalla sala e tornare agli avanzi delle nostre lasagne. Emanuela, quello che vediamo tutti i giorni, quello che scavalchiamo nel momento stesso in cui viene messo a fuoco, ce lo inietta sottopelle. Continua a leggere “TU CHE ERI OGNI RAGAZZA”

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COSA REGALARE A UNA DONNA DIFETTOSA PER NON FARLA INCAZZARE (Christmas Edition)

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I nostri compagni di vita sono illuminati per il solo fatto di essersi legati a noi, dʼaccordo, ma sono anche creature che vivono in un costante stato di precarietà. Guai a sbagliare un regalo, rischiano grosso. Ecco perché, solo per oggi, vogliamo metterci nei loro panni e provare il panico che sta per invaderli, indecisi sul cosa farci scartare a Natale, evitando che il presente sia indesiderato e provochi unʼingestibile reazione a catena (non vogliamo mica ripetere la scena di Parenti Serpenti, vero?).

Allora, care dolce metà di una donna difettosa, riprendetevi. Questʼanno con le nostre idee regalo vi faremo fare un figurone. Continua a leggere “COSA REGALARE A UNA DONNA DIFETTOSA PER NON FARLA INCAZZARE (Christmas Edition)”

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La casa infestata da noi

Nadia Terranova e Shirley Jackson ci raccontano i fantasmi

di Beatrice Galluzzi

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Quando ho aperto le pagine del libro di Nadia TerranovaAddio Fantasmi” (Einaudi, 2018) ho avvertito la presenza ingombrante di una casa, in una prospettiva del tutto inusuale. Assieme al tetto, nelle prime righe sembravano andare in frantumi anche le edificazioni della protagonista “Sì, sapevo che il tetto stava crollando – aveva cominciato a crollare fin dalla mia nascita, non aveva fatto che sgretolarsi e piovere in forma di polvere e calcinacci per tutta la vita che avevo vissuto lì dentro – ma non ne ero in alcun modo responsabile, non si ha colpa per le cose che non vogliamo ereditare e abbiamo già ripudiato”. Scavalcando l’allegoria, l’immagine di questo disgregamento mi è arrivata in modo feroce, provocandomi una nostalgia totalizzante. Ognuno di noi, ho pensato, proviene da una casa come quella: un edificio fintamente solido, un involucro labile che ci si porta appresso in ogni trasloco; un cappello di mattoni che funge da riparo malandato e non riesce a impedire all’acqua di insinuarsi, agli spifferi di passare tra le tegole, ai rumori di disturbare il sonno. Continua a leggere “La casa infestata da noi”

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LA FERROVIA SOTTERRANEA

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Ve lo dico: questo è un libro dove non cʼè redenzione. E non sto facendo spoiler, vi sto solo mettendo in allerta perché tutto ciò che troverete qui dentro vi allontanerà dalla vostra zona di conforto.

Colson Whitehead (premio Pulitzer 2017) nella Ferrovia sotterranea racconta un’avventura che parte dalla prima metà dell’800 nell’America schiavista del sud e – metaforicamente – arriva fino a noi,  nelle nostre case, permeando le idee tratteggiate su quello che vuol dire essere neri in un mondo di bianchi.  Continua a leggere “LA FERROVIA SOTTERRANEA”

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Festival letterario “Scrittrici in Noir”

 

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Siamo davvero molto orgogliose di annunciarvi che, in collaborazione con il comune di San Vincenzo, abbiamo organizzato il Festival letterario “Scrittrici in noir”, interamente dedicato ad autrici italiane di romanzi neri, che si svolgerà in quattro diverse serate.

Il 21 luglio alle ore 21.15, ad aprire la rassegna in occasione della Notte Rosa, ci sarà l’evento di premiazione del nostro concorso internazionale “The Dark Side of the Woman“. Durante la serata sarà presentata anche l’antologia omonima curata da Donne Difettose con il supporto della casa editrice Il Foglio Letterario e sarà anche annunciata la vincitrice assoluta del contest. La serata sarà presentata da Sara Chiarei, brillante speaker di Radio Stop.

Le protagoniste delle altre serate saranno tre talentuose autrici, due delle quali hanno costituito la giuria del concorso “The Dark Side of the Woman”: Cristiana Astori, traduttrice e scrittrice di gialli che ha pubblicato per Mondadori ed Elliot Edizioni; Giorgia Lepore, storica dell’arte e archeologa, autrice per le edizioni E/O e definita da Maurizio de Giovanni “…la vera, grande nuova voce del romanzo nero italiano”; Violetta Bellocchio, scrittrice e traduttrice, ha collaborato con diverse riviste tra cui Internazionale, Wired e Rolling Stone. È fondatrice della rivista online “Abbiamo le prove” e docente della scuola Holden.

CLICCA QUI PER IL PROGRAMMA COMPLETO

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Ecco le vincitrici del concorso “the Dark Side of the Woman”!

risultati concorso

Care partecipanti, ecco qui i racconti che verranno pubblicati nell’antologia “The dark side of the woman” a cura di Donne Difettose, che uscirà a luglio 2018 con Edizioni Il Foglio Letterario.

Assieme ai racconti selezionati tramite il concorso ci saranno i nostri tre e due special guests: Arzachena Leporatti e Claudia Oldani.

Ringraziamo tutte le partecipanti, i testi che ci sono arrivati erano tutti davvero validi, e un grazie speciale alla giuria composta da Cristiana Astori, Veronica Galletta, Giorgia Lepore e Serena Scuderi. Grazie di cuore anche al presidente della giuria, nonché direttore della casa editrice: Gordiano Lupi.