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Chilografia – Diario vorace di Palla

PicsArt_04-23-05.17.06Leggere “Chilografia” di Domitilla Pirro (Effequ, 2018) mi ha condotto nella dimensione chimerica che ricercavo da tempo, ed è quella in cui riescono a convivere accuratezza linguistica e spontaneità letteraria.

Il Diario di Palla, lo sfogo materiale della sua bulimia totalizzante, è un rendiconto ossessivo che contagia il lettore, facendolo diventare parte della malattia fino allʼultima parola, dellʼultima riga, dellʼultima pagina. Continua a leggere “Chilografia – Diario vorace di Palla”

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Luce

PicsArt_04-02-11.22.31Se cʼè una cosa che è scaturita dalla lettura di “Luce”, di Bettina Bartalesi e Gianluca Di Matola (Clown Bianco, 2018), è un incontenibile bisogno di riscatto. Luce è una ragazzina di tredici anni che, nonostante il conflitto con i suoi slanci adolescenziali, ha ben chiara una cosa: non si farà mettere i piedi in testa. Ed è questa la scintilla che illumina la scatola nera nella quale si svolgono le vicende del libro, ambientato in quello che potrebbe essere un paese qualsiasi della periferia italiana, durante gli anni di piombo.Ero lʼobiettivo ideale per chiunque volesse sviluppare la propria sadica natura. Ero una lucertola alla quale avrebbero potuto ficcare uno spillone in gola senza che quella sbattesse minimamente la coda.” Continua a leggere “Luce”

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TU CHE ERI OGNI RAGAZZA

di Beatrice Galluzzi

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“La città devastata che abbiamo dentro“. Questo leggo, una volta tornata a casa, nella dedica che mi ha fatto Emanuela Cocco sul frontespizio del suo libro. Ho avuto il piacere di conoscerla di persona e apprezzare la sua presenza scenica anche fuori dalla scena. Ma questa è tutta unʼaltra storia.

Quella che vi voglio raccontare oggi, invece, è dentro al suo libro Tu che eri ogni ragazza (Wojtek, 2018). In realtà, di storia non ce nʼè una sola, ma tante quante i binari della stazione Termini: che paiono infiniti, anche se numerati fino a trentadue. È proprio intorno alle rotaie, ai bar, ai mendicanti, ai ragazzini, ai pendolari, a quelli capitati lì per caso o alle persone che preferirebbero aver sbagliato strada, che succedono i fatti. “I passeggeri si preparano a scendere. Si divideranno appena aperte le porte. Separarsi è nella loro natura. Lʼesasperante indugiare della voce registrata detta lʼarrivo.” Quello che accade arriva e basta; si vede, come quando si va al cinema con gli occhialetti 3D. E se ciò che ci troviamo davanti fa paura, beh, non ci si può alzare; non possiamo semplicemente uscire dalla sala e tornare agli avanzi delle nostre lasagne. Emanuela, quello che vediamo tutti i giorni, quello che scavalchiamo nel momento stesso in cui viene messo a fuoco, ce lo inietta sottopelle. Continua a leggere “TU CHE ERI OGNI RAGAZZA”