Pubblicato in: Eppur son donne, Letture Incolte

IL MARITO PASSAPORTO

di Beatrice Galluzzi

PicsArt_02-03-04.27.29Se credete che la vita di 007 – così come ce lʼhanno mostrata nei film, così come ci piace immaginare – sia qualcosa di rocambolesco, allora non sapete cosa ha avuto il coraggio di affrontare questa donna, nei lontani anni ʼ30.

Tutto ha avuto origine fin dalla mia infanzia, quando nutrivo disagio e una profonda e segreta indignazione al momento di obbedire a ordini che non condividevo.”

Una spia, questo si è spesso insinuato fosse Jeanne Clérisse – poi Marga DʼAndurain – una splendida e indomita basco-francese, ma la verità sul suo ruolo nellʼintelligence rimane avvolta nellʼambiguità, così come non hanno mai trovato appiglio le accuse che le sono state rivolte, comprese quelle di omicidio (ben tre). Continua a leggere “IL MARITO PASSAPORTO”

Pubblicato in: Eppur son donne

PRIMO PIANO INTERNO FEMMINILE: UN MOTIVO IN PIÙ PER GUARDARE “BIRD BOX”

di Beatrice Galluzzi

Bird Box, appena uscito per Netflix, è un survival horror che mostra, per alcuni versi, molte similitudini con altre pellicole sul genere. Il film è basato sul libro omonimo di Josh Malerman – titolo in Italia tradotto con La morte avrà i tuoi occhi. Tutto ruota attorno a delle ipotetiche presenze, che una volta messe a fuoco inducono le persone al suicidio. Il problema si diffonde in modo epidemico e il genere umano, di conseguenza, è al capolinea. Tanto per cambiare, verrebbe da dire.

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Pubblicato in: Letture Incolte

TU CHE ERI OGNI RAGAZZA

di Beatrice Galluzzi

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“La città devastata che abbiamo dentro“. Questo leggo, una volta tornata a casa, nella dedica che mi ha fatto Emanuela Cocco sul frontespizio del suo libro. Ho avuto il piacere di conoscerla di persona e apprezzare la sua presenza scenica anche fuori dalla scena. Ma questa è tutta unʼaltra storia.

Quella che vi voglio raccontare oggi, invece, è dentro al suo libro Tu che eri ogni ragazza (Wojtek, 2018). In realtà, di storia non ce nʼè una sola, ma tante quante i binari della stazione Termini: che paiono infiniti, anche se numerati fino a trentadue. È proprio intorno alle rotaie, ai bar, ai mendicanti, ai ragazzini, ai pendolari, a quelli capitati lì per caso o alle persone che preferirebbero aver sbagliato strada, che succedono i fatti. “I passeggeri si preparano a scendere. Si divideranno appena aperte le porte. Separarsi è nella loro natura. Lʼesasperante indugiare della voce registrata detta lʼarrivo.” Quello che accade arriva e basta; si vede, come quando si va al cinema con gli occhialetti 3D. E se ciò che ci troviamo davanti fa paura, beh, non ci si può alzare; non possiamo semplicemente uscire dalla sala e tornare agli avanzi delle nostre lasagne. Emanuela, quello che vediamo tutti i giorni, quello che scavalchiamo nel momento stesso in cui viene messo a fuoco, ce lo inietta sottopelle. Continua a leggere “TU CHE ERI OGNI RAGAZZA”

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La casa infestata da noi

Nadia Terranova e Shirley Jackson ci raccontano i fantasmi

di Beatrice Galluzzi

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Quando ho aperto le pagine del libro di Nadia TerranovaAddio Fantasmi” (Einaudi, 2018) ho avvertito la presenza ingombrante di una casa, in una prospettiva del tutto inusuale. Assieme al tetto, nelle prime righe sembravano andare in frantumi anche le edificazioni della protagonista “Sì, sapevo che il tetto stava crollando – aveva cominciato a crollare fin dalla mia nascita, non aveva fatto che sgretolarsi e piovere in forma di polvere e calcinacci per tutta la vita che avevo vissuto lì dentro – ma non ne ero in alcun modo responsabile, non si ha colpa per le cose che non vogliamo ereditare e abbiamo già ripudiato”. Scavalcando l’allegoria, l’immagine di questo disgregamento mi è arrivata in modo feroce, provocandomi una nostalgia totalizzante. Ognuno di noi, ho pensato, proviene da una casa come quella: un edificio fintamente solido, un involucro labile che ci si porta appresso in ogni trasloco; un cappello di mattoni che funge da riparo malandato e non riesce a impedire all’acqua di insinuarsi, agli spifferi di passare tra le tegole, ai rumori di disturbare il sonno. Continua a leggere “La casa infestata da noi”

Pubblicato in: Letture Incolte

PIÙ VELOCE DELLʼOMBRA

di Beatrice Galluzzi

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Ho avuto il piacere di assistere alla presentazione di questo libro durante Inquiete Festival, a Roma. Ad avermi colpito è stato da subito il titolo, unʼopposizione alle credenze comuni, non uno scontato “più veloce della luce“: qui  la protagonista è più veloce dellʼombra. È propria questʼombra che si porta appresso Alessandra, una bambina figlia di genitori bellissimi – il padre somiglia a Magnum P.I. e la madre sembra una delle Charlieʼs Angels – che lotta contro gli sguardi degli sconosciuti e dei suoi familiari i quali, in ogni atteggiamento quotidiano, le ricordano quanto lei non rientri negli universali canoni di normalità. Normalità dalla quale Alessandra rifugge. È grassa, sgraziata e affonda le sue ansietà di bambina – poi di adolescente – nellʼabuso di cibo. Continua a leggere “PIÙ VELOCE DELLʼOMBRA”

Pubblicato in: Letture Incolte

LA FERROVIA SOTTERRANEA

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Ve lo dico: questo è un libro dove non cʼè redenzione. E non sto facendo spoiler, vi sto solo mettendo in allerta perché tutto ciò che troverete qui dentro vi allontanerà dalla vostra zona di conforto.

Colson Whitehead (premio Pulitzer 2017) nella Ferrovia sotterranea racconta un’avventura che parte dalla prima metà dell’800 nell’America schiavista del sud e – metaforicamente – arriva fino a noi,  nelle nostre case, permeando le idee tratteggiate su quello che vuol dire essere neri in un mondo di bianchi.  Continua a leggere “LA FERROVIA SOTTERRANEA”

Pubblicato in: concorsi, Racconti difettosi

Concorso letterario “The dark side of the woman”

PicsArt_01-19-09.44.01Siamo orgogliose di presentarvi il nuovo progetto di Donne Difettose per la pubblicazione di un’antologia dove le protagoniste – o meglio, le scrittrici – che ne faranno parte saranno esclusivamente di genere femminile.

Al fine di reclutare altre scrittrici controcorrente nel panorama contemporaneo, che possano affiancarci nella scrittura dei racconti, selezioneremo le autrici attraverso un concorso letterario gratuito e aperto a tutte le donne a livello internazionale. Abbiamo scelto il genere noir perché di solito poco attribuito alle donne.

Le vincitrici saranno pubblicate in un libro edito dalla casa editrice Il Foglio Letterario e a selezionarle ci sarà una giuria d’eccezione.

L’antologia si intitola “The dark side of the woman” (il lato oscuro della donna) perché siamo alla ricerca di quella macchia oscura che si nasconde nell’animo di ognuna di noi.

Il bando del concorso è disponibile qui.

 

Ecco la rassegna stampa aggiornata al 1 marzo.

Pubblicato in: Madri snaturate

Breve cronistoria di una madre asociale

di Beatrice Galluzzi

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Vengo da un periodo davvero avvilente, che è quello del rientro a scuola di mia figlia.

Non che avercela a casa tutta l’estate, e vederla scendere le scale al contrario come Regan dell’Esorcista, sia stato edificante. È solo che portarla all’asilo, attraversare il cortile, superare la soglia di entrata e recapitarla alla maestra di turno, implica il fatto che io debba incontrare altra gente. Altra gente vuol dire altre madri, altre maestre, e altri bambini– che a loro volta hanno altre madri, e altre maestre, altri nonni, zii e fratellini. Una ripetizione perpetua. Una scatola cinese del disagio. Dover salutare tutti, finanche sfoderare qualche sorriso, che altrimenti si passa da madre antipatica – giammai? – è quello da cui rifuggo, specialmente di prima mattina e con il freddo che c’è adesso. Continua a leggere “Breve cronistoria di una madre asociale”

Pubblicato in: Attualità al femminile

Chi non muore si rivede

 

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Come ogni blog imperfetto che ci sia, anche il nostro ha momenti di stand-by. Eccheccazzo, mica abbiamo solo quello da fare. Una donna difettosa, per assecondare il suo istinto, ha bisogno di estraniarsi da tutto, anche  – e soprattutto – dal web. È come quel periodo in cui Facebook si usa soltanto per sbirciare i cazzi degli altri, ma non si pubblicano mai i propri – c’è chi lo usa solo per quello. E poi, in teoria, abbiamo una famiglia. Anche se di stirare e cucinare non se ne parla, almeno la presenza va fatta, altrimenti ci si meriterebbe le corna dal marito e i nostri figli darebbero fuoco a casa. Cosa che, in pratica, già fanno. I figli, intendo, non i mariti. Perché se una di noi venisse a scoprire di essere stata tradita dal partner non reagirebbe di certo struggendosi, bensì utilizzando la tecnica che i figli usano per attirare l’attenzione, ovvero: dare fuoco alla casa. Anche se, di questi tempi, è già un cliché. Continua a leggere “Chi non muore si rivede”

Pubblicato in: Madri snaturate, Vita domestica

5 trucchi per non smacchiare i vestiti

di Beatrice Galluzzi

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Di sbiancatori, quanti ve ne pare: per sorrisi accecanti, per un bucato a prova di nonna o madre cacacazzi e, per pochi eletti, quelli riservati alle zone intime. Ma questo è un discorso che magari affronteremo la prossima volta.

Oggi voglio parlare delle macchie, e di come la mania della perfezione e dell’apparenza candida non vada di pari passo alla presunta emancipazione femminile.  Se c’è una macchia, difatti, a chi tocca toglierla? A te, oh donna -vedi nota 1.

Perché, come la metti la metti, andare in giro con i vestiti macchiati fa trash anche in una società industrializzata, persino se continui ad avere i postumi della rivoluzione sessantottina e usi deodoranti omeopatici per le ascelle. È ora che qualcuno te lo dica: non funzionano, comprati quelli con il cancerogeno sale di alluminio ed eviterai di appestare l’umanità con i tuoi umori. Continua a leggere “5 trucchi per non smacchiare i vestiti”